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        <title>Terapia con Microinfusore</title>
        <description><![CDATA[Terapia con Microinf]]></description>
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        <lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 04:20:07 GMT</lastBuildDate>
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            <title>Scoperta Molecola che causa il Diabete</title>
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            <description><![CDATA[<h3>Roma, equipe italiana individua il p66</h3>
<p> </p>
<p>Grazie ad uno studio italiano è stato scoperto una sorta di&nbsp;"<strong>pulsante molecolare</strong>" che aiuterebbe a&nbsp;spegnere il diabete. Si tratta di una molecola chiamata <em><strong>p66</strong></em><strong> </strong>che una volta messa fuori uso impedisce la comparsa del diabete anche quando si mangia a piacimento. La scoperta è da attribuire all'equipe di Giovambattista Pani e Tommaso Galeotti dell'Istituto di Patologia Generale della Facoltà Medicina e Chirurgia dell'Università <strong>Cattolica di Roma</strong>.</p>
<p>I test, effettuati per ora solo su delle cavie, hanno mostrato la sconfitta del&nbsp;diabete.&nbsp;Resa nota dalla rivista dell'Accademia Nazionale americana delle Scienze "PNAS",&nbsp;la scoperta apre nuove importanti scenari tra cui la possibilità di neutralizzare alcuni degli effetti dell'obesità. "L'aspetto più interessante di questo studio - spiega Gabriele Riccardi professore di endocrinologia all'Università Federico II di Napoli e presidente della Società Italiana di Diabetologia -&nbsp;è che nella difficoltà estrema di eradicare il problema del sovrappeso ormai dilagante, significherebbe proteggere dal diabete quelle persone che non riescono a dimagrire". <br /> <br /> <em>P66</em> è una molecola che non solo è alla radice del <strong>diabete</strong> ma ha anche come "qualità" quella di favorire l'<strong>invecchiamento</strong>. Infatti il gruppo di Pani e Galeotti ha visto che mettendo 'KO' la molecola in topi obesi, questi divengono molto meno suscettibili allo sviluppo del diabete rispetto a topi dello stesso peso che hanno però <em>p66</em> perfettamente funzionante. <br /> <br /> Inoltre i topolini senza <em>p66</em>, benchè obesi, vivono più a lungo delle altre cavie&nbsp;a conferma del ruolo già noto di questo gene nell'invecchiamento. Secondo l'ipotesi formulata dai ricercatori "p66 agirebbe da sensore dei nutrienti che assimiliamo mangiando, favorendo non solo l'accumulo di grasso nelle cavie, ma anche e soprattutto l'insorgenza di iperglicemia e diabete".&nbsp;<br /> <br /> "L'obiettivo finale&nbsp;è bloccare p66 per prevenire/curare la malattia", conclude Pani. Esistono già composti inibitori di p66 in corso di sperimentazione su animali, ma naturalmente ogni applicazione clinica della scoperta non&nbsp;è dietro l'angolo. "Per ora, però, sottolinea Riccardi, "il rimedio concreto contro il diabete&nbsp;è rimanere magri e fare attività fisica: basti pensare che perdere solo 3-4 chili e fare 30 minuti al&nbsp;giorno di attività fisica moderata permetterebbe di prevenire i due terzi dei casi di diabete".</p>
<p> </p>]]></description>
            <author> admin@agdia.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Fri, 23 Jul 2010 06:05:08 GMT</pubDate>
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            <title>Terapia con Microinfusore</title>
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            <description><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>COMUNICATO STAMPA MEDTRONIC</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>DIABETE MELLITO Tipo 1: IL MICROINFUSORE DI INSULINA INTEGRATO CON IL CONTROLLO IN CONTINUO <br /></strong></p>
<div style="text-align: center;"><strong>DELLA GLICEMIA RIDUCE </strong><st1:stockticker><strong>DEL</strong></st1:stockticker><strong> 40% IL RISCHIO DELLE COMPLICANZE.</strong></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>Milano, 22 Luglio 2010</em></strong> - Nel più importante studio clinico, effettuato con il sistema integrato di infusione di insulina e controllo continuo della glicemia, è stato dimostrato che le persone con diabete di tipo I, sia adulte che in età pediatrica o adolescenziale, ottengono un maggiore beneficio clinico rispetto alla terapia multiniettiva ottimizzata con analoghi lenti e rapidi, che costituisce lo standard terapeutico di riferimento nel diabete di tipo I. Lo studio è stato presentato al Congresso della <em>American Diabetes Association</em> (ADA) di Orlando e appena pubblicato online sul <em>New England Journal of Medicine</em> di fine giugno.</p>
<p> </p>
<p>Lo studio <st1:stockticker>STAR</st1:stockticker> 3<strong> (</strong><span style="text-decoration: underline;">S</span>ensor-Augmented Pump <span style="text-decoration: underline;">T</span>herapy for <span style="text-decoration: underline;">A</span>1C <span style="text-decoration: underline;">R</span>eduction) ha dimostrato una riduzione di 4 volte superiore del livello di emoglobina glicata se in cura con il sistema integrato per l’infusione di insulina ed il controllo continuo della glicemia, rispetto alla terapia multiniettiva ottimizzata. La terapia con microinfusore integrato ha permesso una riduzione dello 0.8% del livello di glicata contro lo 0,2% della multiniettiva (da 8.3% a 7.5% VS da 8.3% a 8.1%)<strong>&nbsp;</strong></p>
<p> </p>
<p>“<em>La terapia con il sistema integrato -microinfusore di insulina e controllo in continuo della glicemia- rappresenta la soluzione tecnologicamente più evoluta per la gestione del diabete di tipo I</em>“ <strong>conferma il professore Sandro Gentile, Presidente <st1:stockticker>AMD</st1:stockticker> - Associazione Medici Diabetologi </strong>”<em>Questo studio rappresenta la pietra miliare della terapia con microinfusore e controllo in continuo del glucosio combinati in un unico sistema e può ridefinire lo standard terapeutico di riferimento per la terapia del diabete di tipo I. I dati sono la conferma di quanto già noto nella pratica clinica degli oltre 200 centri di rilievo per la diabetologia dell’adulto e del bambino in Italia.</em></p>
<p> </p>
<p>Le line guida ufficiali della American Diabetes Association raccomandano di mantenere i livelli di emoglobina glicata a concentrazioni non superiori al 7%. Nel caso tali valori sconfinino al di sopra dell'8% il trattamento deve essere prontamente rivalutato. Ogni punto percentuale in meno di emoglobina glicata riduce il rischio di complicanza microvascolare (come la nefropatia o la retinopatia) del 40%.</p>
<p> </p>
<p>La riduzione significativa di emoglobina glicata è stata rilevata senza aumenti di episodi di ipoglicemia, che rappresentano il più comune rischio legato ad una terapia insulinica intensificata. I benefici ottenuti con il sistema integrato si sono registrati a tre mesi e mantenuti costanti per i 12 mesi di durata dello studio.</p>
<p> </p>
<p>Il controllo in continuo della glicemia è reso possibile da un piccolo sensore sottocutaneo collegato ad un trasmettitore telemetrico, grande come una moneta da due euro, che viene posto sull'addome del paziente e trasmette automaticamente al microinfusore di insulina il valore glicemico. Il sistema integrato visualizza le misurazioni glicemiche direttamente sul dispaly del microinfusore per dare le informazioni sullo stato del controllo glicemico. Il sistema rileva e registra le misurazioni della glicemia 288 volte al giorno 24 ore su 24 ed il sensore viene sostituito dallo stesso paziente ogni sei giorni.</p>
<p> </p>
<p>Lo studio ha dimostrato che maggiore è la frequenza di utilizzo del controllo in continuo della glicemia maggiore è il beneficio clinico ottenuto. Chi ha utilizzato il sensore per il 40-60% del tempo ha ridotto i livelli di glicata dello 0,64 per cento e chi l’ha utilizzato per più dell’81% del tempo ha ridotto i livelli di glicata dell’1.2 per cento riducendo quindi di quasi la metà il rischio di complicanze legate al diabete insulino dipendente.</p>
<p> </p>
<p>Lo studio ha dimostrato che con il controllo in continuo della glicemia integrato con il microinfusore di insulina si ottiene un miglior controllo metabolico anche nella fascia di età dell’infanzia e dell’adolescenza; quasi il 44% dei pazienti pediatrici hanno raggiunto i target di controllo raccomandati dalla ADA mentre solo il 20% dei pazienti in terapia multiniettiva ottimizzata ha raggiunto lo stesso target terapeutico</p>
<p><st1:stockticker>STAR</st1:stockticker> 3 ridefinisce lo standard terapeutico nel diabete di tipo I e convalida il concetto alla base del pancreas artificiale, ovvero verso un sistema integrato completamente automatizzato che non richieda l'intervento del paziente. Lo studio ha coinvolto 485 pazienti con diabete mellito tipo 1 (329 adulti e 156 bambini-adolescenti) in terapia multiniettiva con analoghi lenti e rapidi da almeno 3 mesi che non abbiano fatto uso di microinfusore in precedenza ed emoglobina glicata compresa tra 7.4% e 9.5%.</p>
<p> </p>
<p><em>“In Italia l'utilizzo dei microinfusori e dei sistemi integrati è relativamente basso rispetto agli altri Paesi: da noi vengono riservati ai casi più impegnativi, altrove vengono impiegati di routine – <strong>chiarisce Gentile</strong> –. I passaggi burocratici richiesti dal Servizio Sanitario Nazionale per l'erogazione dello strumento ne frenano indubbiamente l'impiego. Ciò nonostante è evidente il vantaggio pratico e clinico del non doversi sottoporre a ripetute punture nell'arco della giornata, tra iniezioni di insulina e autocontrollo glicemico”.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em></p>]]></description>
            <author> admin@agdia.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Fri, 23 Jul 2010 05:44:51 GMT</pubDate>
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            <title>Grande esempio di carattere e  forza di volontà</title>
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            <description><![CDATA[{dionetextanimator id="1" text="Ecco un grande esempio di carattere e forza di volontà di una giovane che ha deciso di vincere la grande sfida contro un avversario infido e subdolo come il diabete ed alla quale vanno i nostri complimenti ed auguri perché riesca in imprese ancora più impegnative ed importanti. Brava! Ad Maiora!" parameters="rate: '60' , fontcolor: 'red' , delay: '1000', fontSize: '16px''"} {/dionetextanimator}
<p><span style="color: #ff0000;"><br /><br /></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><br />Sono Monica Priore nata a Mesagne (BR) il 04/02/1976 ed ivi residente.<br />All'età di 5 anni mi è stato diagnosticato il diabete mellito di tipo I, sono stata la prima bambina a mettere piede nel centro antidiabetico di Brindisi, perché fino ad allora non c’erano stati altri casi di diabete infantile. Non è stato semplice accettarlo e conviverci. Per diversi anni ho nutrito molta rabbia verso il mondo intorno a me e mi sentivo diversa ed inferiore agli altri.<br /><br />A 12 anni mi sono avvicinata per la prima volta al mondo dello sport, entrando a far parte di una squadra di pallavolo. Quando ho intrapreso questo cammino le paure dei miei genitori e dei medici sono state molte, ma scoprire lo sport è stata una rinascita. Pian piano è cresciuta in me la voglia di reagire alla malattia. Ricordo che durante gli allenamenti con la squadra di pallavolo guardavo le mie compagne e mi sentivo inferiore.<br />Credevo di non potercela fare, avevo un problema che loro non avevano, spesso stavo male e mi sentivo debole, però mi piaceva giocare. Lo sport è stato ciò che mi ha aiutato a superare il senso di inferiorità e di diversità.<br />In ogni allenamento non solo svolgevo gli stessi esercizi delle mie compagne ma, a volte, ne facevo anche di più e ciò mi dava una carica positiva.<br /><br />A 19 anni ho cambiato disciplina e mi sono dedicata al nuoto, uno sport che mi ha appassionato da subito. Praticando il nuoto è aumentata in me la consapevolezza che il diabete non doveva più gestire la mia vita, ma dovevo essere io a gestire lui.<br />Sono state innumerevoli le difficoltà affrontate per ottenere il certificato per praticare il nuoto a livello agonistico, ma non sufficienti a fermarmi. Infatti sono entrata a far parte della squadra master della Sottosopra Brindisi (A.S.D.), ed ho gareggiato con atlete con la mia stessa passione per lo sport, ma non con il mio “problema”. Questa è stata la mia più grande vittoria. Ho partecipato a diversi campionati Regionali e Nazionali. Qualche medaglia l'ho vinta e la cosa mi ha reso felice.<br />Sono state molte le soddisfazioni ottenute:<br />L'11 settembre 2006, presso la sala d'onore del CONI di Roma, ho ricevuto il premio “changing diabetes”.<br />Questa premiazione ha significato molto per me perché è stata realizzata con lo scopo di dimostrare come il modo di percepire le persone con diabete possa cambiare attraverso lo sport. Inoltre, il 23 Aprile 2007, durante la cerimonia delle “Stelle al merito sportivo e medaglie al valore atletico”, ho ricevuto un premio dal CONI della provincia di Brindisi. La targa che mi è stata consegnata ha come titolo “la Forza dello Sport”, a testimonianza del fatto che grazie allo sport chiunque può trovare la forza per reagire. <br />Ma la soddisfazione più grande, la realizzazione di un sogno, l'ho ottenuta il 21 luglio 2007 quando ho raggiunto quello che all’epoca era il mio più grande obiettivo: attraversare a nuoto lo stretto di Messina e gridare al mondo intero: “sono DIABETICA ma ci provo, basta volerlo!!!!”.<br />Sono molto soddisfatta della riuscita di questa impresa, tutti i sacrifici fatti sono stati premiati. Ho percorso circa 4,5 km in un ora e quaranta minuti, è difficile descrivere le emozioni provate, l'accoglienza riservatami dalle altre persone con diabete è stata fantastica. Ho visto nei loro occhi la gioia: la mia impresa è stata la loro impresa.<br />La notizia ha fatto in poco tempo il giro dell’Italia e d’Europa in quanto pubblicata su tutte le testate giornalistiche Nazionali e non e su tutti i telegiornali RAI e Mediaset, anche molti siti internet hanno pubblicato la notizia risultando la mia impresa un impresa rilevante perché sono stata la prima diabetica in Europa ad attraversare lo Stretto di Messina e perché il mio messaggio è stato un messaggio forte per molti diabetici che non hanno perso occasione nel contattarmi per dirmi che il mio gesto ha significato tanto per loro.<br />Dopo la traversata ho ricevuto diversi riconoscimenti a livello nazionale e regionale per l’impegno protratto nella lotta contro il diabete, ed ho partecipato a diversi congressi medici in qualità di testimonial della lotta al diabete, portando sempre la testimonianza di quanto l’attività fisica sia importante per la cura della malattia.<br />A distanza di quasi 3 anni dalla mia impresa, ho potuto constatare con piacere che in ambito diabetologico se ne parla ancora e che per molti diabetici e medici sono un esempio da seguire. <br />Il 30 Marzo 2010 sono stata ospite della trasmissione Cominciamo Bene su RAI3 condotta da Fabrizio Frizzi <br /><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4eb19166-553b-4875-8f51-1090a73eaf72.html?p=1"><span style="color: #ff0000;">http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4eb19166-553b-4875-8f51-1090a73eaf72.html?p=1</span> </a><br />per parlare del Diabete e di quello che significa essere una persona diabetica.</span></p>]]></description>
            <author> info@agdia.it (Antonio Farris)</author>
            <pubDate>Sat, 03 Jul 2010 17:31:27 GMT</pubDate>
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            <title>Calcola Percorso</title>
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            <description><![CDATA[{googleDir_tohere width=400 height=360 home_label="Sede AGDIA Onlus Nuoro, Orosei" home_lat=40.38125431780261, home_long=9.686722755432129}]]></description>
            <author> info@agdia.it (Antonio Farris)</author>
            <pubDate>Mon, 14 Jun 2010 10:04:59 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.agdia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=131:calcola-percorso&amp;catid=39:info</guid>
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            <title>mappa</title>
            <link>http://www.agdia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=129:mappa&amp;catid=62:mappa&amp;Itemid=84</link>
            <description><![CDATA[{mosmap width='500'|height='400'|lat='40.38125431780261'|lon='9.686722755432129'|zoom='3'| zoomType='Large'|zoomNew='0'|mapType='Satellite'| showMaptype='1'|overview='0'|text='Qui si trova la sede dell' AGDIA Onlus Nuoro.'|lang=''}
<p><small><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=orosei+via+l.+da+vinci+5&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=14.551546,22.368164&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Via+Leonardo+da+Vinci,+5,+08028+Orosei+Nuoro,+Sardegna&amp;z=14&amp;ll=40.38125431780261" style="color: #0000ff; text-align: left;">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p> </p>]]></description>
            <author> admin@agdia.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Tue, 25 May 2010 12:44:05 GMT</pubDate>
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            <title>Manifesto dei Diritti della Persona con Diabete</title>
            <link>http://www.agdia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=127:manifesto-dei-diritti-&amp;catid=33:bambino&amp;Itemid=53</link>
            <description><![CDATA[Il 9 luglio <st1:metricconverter productid="2009 a">2009 a</st1:metricconverter> Roma, a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica,&nbsp;ill senatore Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato e il Prof. Paolo Cavallo Perin, Presidente di Diabete Italia il "Manifesto hanno firmato&nbsp;dei diritti della persona con diabete".<br /><br />Il Manifesto, realizzato con il supporto non condizionato di Novo Nordisk, è il primo documento al mondo realizzato per tutelare i diritti della persona con diabete e comprende una sessione dedicata al bambino ed all’età evolutiva.<br /><br />La Regione Sardegna, seconda dopo la Toscana, ha adottato il Manifesto. L’augurio che ci sentiamo di esprimere è che, al pari di altre leggi quale la 115, bellissima e apprezzata per la sua validità ma mai applicata pienamente, non rimanga solo una raccolta di belle parole e sacrosanti principi, ma che trovi piena applicazione <br /><br />]]></description>
            <author> info@agdia.it (Antonio Farris)</author>
            <pubDate>Tue, 18 May 2010 12:18:29 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>L' Adulto  e il Diabete</title>
            <link>http://www.agdia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=126:l-adulto-e-il-diabete&amp;catid=35:adulto&amp;Itemid=55</link>
            <description><![CDATA[<p> </p>
<p><br /><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #ff0000;"><br /></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: 12pt;"><br /></span></span></p>]]></description>
            <author> info@agdia.it (Antonio Farris)</author>
            <pubDate>Fri, 14 May 2010 20:54:12 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.agdia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=126:l-adulto-e-il-diabete&amp;catid=35:adulto&amp;Itemid=55</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Alimentazione, Salute.. Galtellì nov. 09 - mag 10</title>
            <link>http://www.agdia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=125:alimentazione-salute-galtelli-nov-09-mag-10&amp;catid=42:attivita&amp;Itemid=65</link>
            <description><![CDATA[{dionetextanimator id="1" text="Incontro con la Scuola Media di Galtellì" parameters="rate: '60' , fontcolor: 'red' , delay: '1000', fontSize: '16px''"} {/dionetextanimator} La nostra associazione continuando con sempre maggior convinzione l'opera di divulgazione della corretta informazione sul diabete intrapresa ormai da anni, è approdata alla Scuola Media di Galtellì con il suo progetto su "Alimentazione Salute Diabete e Scuola" che come sempre ha trovato ampia approvazione e partecipazione tra i ragazzi delle varie classi. Gli incontri ai quali è seguito lo screening, al quale ha partecipato la quasi totalità dei ragazzi, &nbsp;si sono svolti con la partecipazione del dr. Marco Songini della diabetologia dell'ospedale Brotzu di Cagliari e la dietista Rita Trupia dello stesso Centro e per quanto riguarda lo screening, dalle infermiere professionali della diabetologia di&nbsp;Orosei le sigg. Angela Puligheddu e Antonietta Chillotti e della dottoressa Angela Sedda. I ragazzi hanno partecipato con interesse all'esposizione dei vari argomenti, ponendo interessanti domande, stimolate anche dalla precedente preparazione che i docenti avevano provveduto ad impartire in vista degli incontri. Il progetto,&nbsp; ideato e realizzato dall'AGDIA Onlus Nuoro con il contributo dell'Amministrazione Comunale di Galtellì&nbsp; è stato accolto con soddisfazione dal dirigente della Scuola Media prof Alfonso Carrabs, che ha messo a disposizione i mezzi della Scuola e il supporto della prof. Antonella Tocco, referente della salute per garantire il buon svolgimento delle attività. Il progetto anche qui ha dato modo di illustrare alla totalità degli alunni i concetti basilari di una sana e giusta alimentazione, l'importanza dell'attività fisica e di far comprendere con una informazione semplice e corretta, quali sono i problemi che affrontano i ragazzi con diabete che frequentano la stessa scuola nella gestione quotidiana del loro diabete. <br />Il presidente dell'AGDIA Antonio Farris, ha illustrato inoltre l' importanza di come e quanto una corretta informazione rivolta ai ragazzi dai relatori e, per la parte di competenza dall'associazione, contribuisca a dissolvere i pregiudizi che purtroppo circondano ancora il diabete e che nel tempo hanno creato attorno ad esso un muro, fatto di errate convinzioni causate da false o inesatte informazioni legate ad una concezione del diabete molto datata e non rispondenti alle attuali conoscenze della diabetologia, duro da abbattere.&nbsp; <br />Questo rappresenta spesso, per i nostri giovani diabetici&nbsp; un&nbsp; grosso problema che rende difficile per loro l'inserimento nel mondo del lavoro, dello sport e nella vita sociale in generale. <br />L'aspettativa è, oltre che con questi incontri si riesca finalmente a formare una maggior consapevolezza e ad apportare un&nbsp; contributo alla crescita culturale che permetterà in futuro di abbattere i pregiudizi, che finalmente anche nella nostra regione (come ad esempio nelle Marche) si raggiunga l'accordo necessario tra istituzioni per definire finalmente le linee guida necessarie per un chiaro comportamento da parte dei vari organismi , onde facilitare con indicazioni chiare i comportamenti ed i provvedimenti che ognuno, per quanto di competenza dovrà adottare per rendere finalmente normale ciò che oggi purtroppo così scontato e normale non è.
<div></div>
<p align="left"> </p>
<p align="left">alcuni momenti degli incontri</p>
<p align="left">{becssg}galt{/becssg}</p>
<p align="left"> </p>]]></description>
            <author> info@agdia.it (Antonio Farris)</author>
            <pubDate>Mon, 10 May 2010 18:44:55 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.agdia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=125:alimentazione-salute-galtelli-nov-09-mag-10&amp;catid=42:attivita&amp;Itemid=65</guid>
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            <title>Spot</title>
            <link>http://www.agdia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=123:spot&amp;catid=33:bambino&amp;Itemid=53</link>
            <description><![CDATA[<p>Abbiamo voluto riproporre nel sito lo spot realizzato qualche anno fa da AGD Italia con la collaborazione di Pubblicità Progresso e gentilmente donato, per quanto riguarda l'interpretazione vocale da Francesco Nuti perché, pur essendo un po' datato come spot non ha avuto una grande diffusione sui media all'atto della realizzazione e secondo noi rispecchia ancora oggi realisticamente la situazione in cui vivono i nostri ragazzi e giovani con diabete nel mondo della Scuola e nel mondo del lavoro, oltre al persistere di pregiudizi non ancora del tutto abbattuti e per i quali molto è stato fatto con le varie campagne sui media, con convegni e tavole rotonde, ma molto dovremo ancora lavorare noi associazioni. Lo spot molto ben fatto sintetizza, pur nella sua brevità, concetti che da anni ribadiamo all'opinione pubblica, al mondo della Scuola e del lavoro che stentano però ad accettarli in modo pieno. O meglio ad una dichiarata piena approvazione e accettazione dei concetti esposti, non sempre corrisponde altrettanta convinta applicazione di quanto si dichiara di approvare. Da qui l'idea di pubblicarlo nel sito per dar modo a quante più persone possibile di vedere e sentire il messaggio, purtroppo sempre attuale.</p>
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<p>{flv}filmato{/flv}</p>]]></description>
            <author> info@agdia.it (Antonio Farris)</author>
            <pubDate>Sun, 09 May 2010 14:43:40 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title>Medici in Chat</title>
            <link>http://www.agdia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=122:medici-in-chat&amp;catid=1:ultime&amp;Itemid=50</link>
            <description><![CDATA[<strong>IL Mattino </strong> Mercoledì 28 Aprile 2010<br /><br />
<div style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 8pt;">La Sanità Iniziativa della Sun per aiutare i ragazzi a convivere serenamente con il diabete</span><br /></strong></div>
<strong><br /></strong>
<div style="text-align: center;"><strong>Medici in chat con i bambini<br /></strong></div>
<strong><br /></strong>
<div style="text-align: center;"><strong>Appuntamento on line tutti i venerdì sera coni pazienti e i loro genitori</strong><br /></div>
<br /><strong>Alessandra Grassi</strong><br /><br />II venerdì sera medici e pazienti s'incontrano in chat. Diabetologi e psicologi dialogano sul web con bambini e adolescenti affetti da problemi metabolici. «L'Isola pancreatica che non c'è» è il nome della comunità virtuale creata dagli specialisti del Servizio di diabetologia pediatrica della Sun, la Seconda università Napoli, che incontrano i giovani pazienti protetti da uno pseudonimo. Una piazza on line per aiutare i ragazzi a convivere serenamente con il diabete. E a condividere con i camici bianchi e altri giovani idee, difficoltà e informazioni sulla malattia. Che è dovuta alla distruzione di alcune cellule, le isole pancreatiche deputate a produrre l'insulina, l'ormone che regola la gli-cemia, la quantità di zucchero nel sangue.<br /><br />Il moderatore della chat è The Doc. Ovvero Dario Iafusco, ricercatore del dipartimento di pediatria della Sun. Dall'altro lato, in linea, ci sono Minnie, Zucchero, Don Chisciotte, Nutella. Alcuni dei cinquanta ragazzi che in media entrano il venerdì sera in chat. Mentre sono 1.200 quelli in cura nella struttura universitaria. «Ogni anno più di cento giovani in Campania si ammalano di diabete -spiega Iafusco. Pazienti assistiti nei due centri regionali: quello della Sun, diretto dal professore Franco Prisco, e quello della Federico II, guidato dalla professoressa Adriana Franzese. Il diabete è in aumento, soprattutto in Campania - dice Dario Iafusco -. La disfunzione compare in età infantile, con un picco durante l'adolescenza». Ragazzini sani che improvvisamente devono fare i conti con iniezioni di insulina, piccole punture per controllare diverse volte al giorno il livello della glicemia, modulare l'alimentazione e lo sport in funzione di precisi valori clinici. «Con il diabete si convive senza problemi, si può avere una vita normale, ma bisogna imparare a gestirlo», chiarisce Iafusco.<br /><br />La chat, dopo qualche mese di interruzione, da pochi giorni è nuovamente attiva. E i contatti sono numerosi. Le nuove idee anche. Vinc ha detto che «la chat aiuta a far scendere la glicemia». Altri hanno ricordato che «è bello sapere che c'è una comunità virtuale» e che «è rassicurante potersi incontrare sul web».<br /><br />I dialoghi dei ragazzi sono valutati e monitorati da uno psicologo, Ida Nocerino, che segnala al centro e ai genitori eventuali anomalie. Di più: i messaggi sono commentati successivamente con i medici. Inoltre, la psicologa consiglia ai ragazzi la strada migliore da seguire per affrontare le singole difficoltà. «La condivisione della patologia - sottolinea lafusco - aiuta i pazienti a non sentirsi soli. Inoltre, utilizzando uno pseudonimo, i ragazzi hanno la serenità di poter confidare al proprio medico dubbi e ansie che spesso si vergognano di raccontare. Oltre a chiedere informazioni su nuove cure e farmaci per il diabete».<br /><br />Alla chat non partecipano solo gli adolescenti: alcune volte anche i genitori prendono parte alle discussioni sul web. Lo pseudonimo scelto da ogni iscritto consente comunque di<br /><br />poter individuare l'ospite della chat: i nickname devono essere comunicati agli specialisti e diabetologi del centro. Alla comunità virtuale, che prende il via alle 21 e termina alle 23, partecipano solo i giovani in cura presso la struttura universitaria. O che comunque sono stati negli anni pazienti del centro. Il diabete è una patologia sempre più diffusa. Come conferma anche l'età dei malati, spesso molto piccoli. «Recentemente - dice lo specialista della Seconda università di Napoli - abbiamo ricoverato in reparto anche una bambina di dieci mesi». E il caso, stando ai nuovi dati e alle indagini che emergono dai ricercatori, non è isolato.<br /> <br />Riproduzione Riservata <br />
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 8pt;"></span></p>]]></description>
            <author> admin@agdia.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Fri, 07 May 2010 12:44:49 GMT</pubDate>
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