Sistema di monitoraggio del diabete tra i presìdi convenzionati

Sistema di monitoraggio del diabete tra i presìdi convenzionati

Sistema di monitoraggio del diabete tra i presìdi convenzionati

Sistema di monitoraggio del diabete tra i presìdi convenzionati
Proposta del consigliere regionale oristanese Antonio Solinas

I nuovi sistemi di monitoraggio flash del diabete devono essere inseriti tra i presidi del Sistema sanitario nazionale e dunque rimborsabili per gli utenti. La proposta arriva dal consigliere regionale oristanese del Pd Antonio Solinas che ha presentato un’interrogazione al presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru e all’assessore regionale alla sanità Luigi Arru.

Antonio Solinas

“Il sistema di monitoraggio flash della glicemia (Flash Glucose Monitor) viene già utilizzato, distribuito gratuitamente a tutti i pazienti in 12 regioni italiane e nelle PP.AA. di Trento e Bolzano”, spiega il consigliere Solinas. “Col sistema di monitoraggio flash della glicemia, la combinazione di un nuovo sistema di monitoraggio della glicemia assieme ad un miglior utilizzo di un metodo educativo come il conteggio dei carboidrati, può determinare effetti positivi sul controllo glicometabolico dei pazienti”.

“L’introduzione del Free Style libre”, prosegue Antonio Solinas, “non comporta aggravio dei costi per il Servizio sanitario poiché lo strumento è già allo stato attuale assolutamente sovrapponibile al costo delle strisce rimborsati dallo stesso Servizio sanitario nazionale.

l diabete mellito ad oggi colpisce in Sardegna circa 150.000 persone a fronte dei 90.000 del 2010, di cui circa 10.000 persone affette da diabete di tipo 1. La Sardegna è infatti, con circa 60 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, il secondo territorio al mondo con l’incidenza più alta della malattia dopo la Finlandia.

Mercoledì, 27 settembre 2017

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XV Legislatura
Interrogazione n. 1244/A
COSSA – DEDONI – CRISPONI, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata distribuzione ai pazienti sardi del nuovo dispositivo per la misurazione della glicemia, basato su un sensore applicato sul retro della parte superiore del braccio.
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I sottoscritti,
premesso che il diabete è una patologia cronica ad alta incidenza caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue;

considerato che tale patologia è stata in passato fortemente invalidante, mentre gli attuali presidi di diagnosi precoce e trattamento terapeutico consentono una gestione di lungo termine della patologia, con un inserimento sociale del paziente pressoché integralmente salvaguardato;

constatato che al di là degli scompensi glicemici acuti, oggi infrequenti in un paziente correttamente trattato, l’obiettivo fondamentale della terapia resta, dunque, quello di consentire una vita totalmente normale al paziente, mirando alla prevenzione di tutte le possibili complicanze, tanto pericolose per il paziente, quanto potenzialmente onerose per il sistema pubblico deputato alla loro gestione;

preso atto che in Italia si stima che il 5,5 per cento della popolazione sia affetto da diabete (oltre il 90 per cento da diabete tipo 2);

valutato che il 6,2 per cento dei pazienti affetti da diabete sono trattati con le sole prescrizioni dietetiche, quasi i 2/3 sono in trattamento con ipoglicemizzanti orali o farmaci iniettabili diversi dall’insulina e il 30,2 per cento è in trattamento con insulina e che, tra i soggetti trattati con insulina, il 50 per cento è trattato con sola insulina e il 56 per cento è trattato in modo combinato, con ipoglicemizzanti orali e insulina;

tenuto conto che purtroppo la Sardegna vanta il triste primato italiano del più alto numero annuale di nuovi casi di diabete di tipo 1, in quanto l’incidenza del diabete infanto-giovanile nell’Isola è di oltre 50 casi per 100 mila abitanti, contro una media nazionale di 12 su 100 mila;

evidenziato che la Regione ha dunque necessità di mantenere all’avanguardia la propria appropriatezza terapeutica, proprio per la miglior gestione dei pazienti diabetici, in particolare, di quelli con diabete di tipo 1, che devono usualmente affrontare una più lunga aspettativa di vita;

sottolineato che la gestione del paziente diabetico non può, dunque, prescindere dal costante monitoraggio glicemico, che consenta di calibrare adeguatamente la terapia individuale, proteggendo il paziente da squilibri metabolici acuti;

ricordato che fino a qualche anno fa, il monitoraggio della glicemia veniva effettuato attraverso il dosaggio venoso periferico sul sangue raccolto attraverso la puntura sul polpastrello di un dito della mano: tale procedura resta sgradita e indaginosa ed espone il paziente al rischio di infezioni cutanee;

considerato che, attualmente, è stata introdotta sul mercato una nuova tecnica di misurazione della glicemia, basata sul sistema Flash che misura i livelli di glucosio nei fluidi interstiziali, ed è basato su un sensore che, applicato sul retro della parte superiore del braccio, registra continuamente i dati del glucosio che vengono automaticamente memorizzati fino a 14 giorni;

tenuto conto con una scansione indolore di 1 secondo del lettore sul sensore, i pazienti possono vedere una lettura del glucosio corrente, lo storico di 8 ore del glucosio e una freccia dell’andamento tendenziale indicante la direzione e la frequenza di variazione dei livelli di glucosio;

evidenziato che la raccolta continua dei dati del glucosio fornisce informazioni affidabili sulla variabilità glicemica del paziente, supportando il processo decisionale di medici e pazienti nell’ottica della gestione della malattia;
sottolineato che il dispositivo in oggetto è incluso nei nuovi Livelli essenziali di assistenza, all’interno dell’Allegato 3 – Presidi per persone affette da patologia diabetica e da malattie rare;

visto che l’impiego di tale strumento, diffuso ormai in larga parte delle Regioni italiane, è da considerare un passo avanti nel trattamento dei pazienti con diabete in trattamento insulinico intensivo, in particolare per il monitoraggio nei bambini e per la loro integrazione nell’ambiente scolastico, in quanto, oltre a essere praticamente indolore, offre la possibilità di un controllo a distanza tramite smartphone;

preso atto che le attività di monitoraggio dei costi del nuovo dispositivo, poste in essere da altre regioni italiane come la Lombardia, hanno dimostrato costi vivi assolutamente sovrapponibili rispetto ai presidi precedentemente in uso, a fronte di un assoluta crescita dei livelli di appropriatezza terapeutica;

dato che il monitoraggio continuo migliora il compenso del livello di zucchero nel sangue e previene l’insorgenza di complicanze, garantendo minori accessi al pronto soccorso e minori costi per il servizio sanitario regionale;
visto che, nonostante il parere favorevole acquisito dalla commissione regionale di merito, la Regione parrebbe non avere ancora attivato il servizio di distribuzione del dispositivo ai pazienti diabetici sardi che lo attendono con ansia,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:

1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) quali azioni intendano porre in essere per consentire l’immediata fornitura del nuovo dispositivo ai pazienti diabetici residenti in Sardegna.

Cagliari, 20 settembre 2017

I diabetici sardi ad Arru::«deficit cronico sull’assistenza alla nostra malattia, ci fornisca delle risposte esaustive»

I diabetici sardi ad Arru::«deficit cronico sull’assistenza alla nostra malattia, ci fornisca delle risposte esaustive»

I diabetici sardi ad Arru:«deficit cronico sull’assistenza alla nostra malattia, ci fornisca delle risposte esaustive»
23 Ago 2017 17:13:12
CRONACA REGIONALE

«Il Diabete è una malattia cronica che accompagna per tutta la vita le persone che ne sono affette. Non esiste una cura, né la ricerca allo stato attuale offre una prospettiva. La gestione della malattia quindi impegna necessariamente tutti i giorni, e tutte le ore, minuti e secondi della giornata. Il segreto, se così si può dire, per allontanare le disastrose complicanze del diabete, sta nel mantenersi integri quanto più possibile, e quindi oltre a osservare un corretto stile di vita, occorre necessariamente curarsi con consapevolezza e con l’ausilio dei migliori e più attuali farmaci e strumenti per l’autocontrollo. Il tempo quindi è determinante. Per questo in più di un’occasione abbiamo provato a scandirlo anche ai decisori politici affinché adottassero con tempestività ogni possibile innovazione o nuova organizzazione di cura prevista e sancita dal Ministero della Salute piuttosto che dalle indicazioni provenienti dalle Società Scientifiche, o in risposta ai reali bisogni dei pazienti. Il tempo però i nostri decisori politici evidentemente lo misurano con unità differenti e la sostanza è che quasi mai giungono risposte». Lo denunciano i componenti delle associazioni dei Diabetici Antonio Farris, Marcello Grussu, Riccardo Trentin e Luca Porcu dell’AGDIA Onlus e A.N.I.A.D Diabete Iglesias Carbonia Diabete senza Confini che sottopongono alcune importanti domande all’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru che noi pubblichiamo integralmente.

«Pensiamo allora di sottoporre all’Assessore all’Igiene e Sanità della Regione Sardegna alcune domande attraverso una piattaforma pubblica che è il giornale, e per le quali ci attendiamo, i pazienti attendono, risposte concrete. Sappia l’Assessore che non ci accontentiamo di risposte di circostanza o superficiali. Abbiamo la presunzione di capire di diabete, soprattutto dal punto di vista di chi ce l’ha e ne soffre, direttamente o perché è presente nel proprio contesto familiare. Conosciamo quali siano i reali bisogni dei pazienti. Frequentiamo quotidianamente gli ambulatori e quindi ne conosciamo pregi e difetti. Per questo, se vuole essere positivamente protagonista della nostra salute agisca cortesemente in coerenza con le reali aspettative e necessità».

Il 26 settembre 2013 la Regione Sardegna con la delibera 39/23 recepisce ufficialmente il PND (Piano Nazionale per la Malattia Diabetica). Documento importantissimo peraltro più volte citato e richiamato anche negli atti del Suo Assessorato. Il Piano sostanzialmente si suddivide e in cinque capitoli e dieci obiettivi strategici.
Può elencarci quali tra questi risultano essere stati all’ attenzione del Suo Assessorato e dichiarati raggiunti?

Nell’Allegato 1 alla Delib.G.R. n. 46/13 del 10.8.2016, ed in diversi articoli di stampa apparsi negli ultimi tempi lei dichiara che le persone affette da Diabete mellito in Sardegna sono circa 150.000, contro le circa 90.000 stimate nel 2010 attraverso l’Osservatorio Epidemiologico Regionale e lo Studio Osservazionale PASSI che fa capo al Ministero della Salute. Se fosse confermato il dato, vuol dire che siamo di fronte ad una crescita smisurata della patologia (quasi il 70% in cinque / sei anni), oppure che nuove stime più attendibili fatte di recente pongono in evidenza una condizione più critica e difficile di quella immaginata e conosciuta per anni.
Delle due l’una, come pensa di affrontare una tale pandemia con fabbisogni in termini di risorse professionali e finanziarie misurate sulla base di un’utenza molto ridotta rispetto alla realtà?

Uno degli obiettivi strategici previsti dal PND per fronteggiare e migliorare la cura delle persone con diabete è una piena e razionale sinergia tra Specialisti e Medici di Medicina Generale. La cosiddetta “Gestione Integrata” tanto auspicata anche dal Suo piano di riorganizzazione della Sanità Sarda, e che permetterebbe una più efficace azione di contrasto allo sviluppo di complicanze del diabete, soprattutto di tipo 2.
A tale proposito può indicare a che punto di definizione/completamento si trova l’implementazione della gestione Integrata e in quali Territori della Sardegna risulta per esempio Operativa?

A distanza di un anno dalla pubblicazione della Delibera N. 46/13 DEL 10.8.2016 riguardante Linee di indirizzo regionali per la prescrizione e la gestione della terapia insulinica con microinfusori e con sistemi di monitoraggio continuo in età pediatrica ed in età adulta e per la prescrizione di dispositivi medici per l’autocontrollo della glicemia a domicilio, può indicarci il livello di adeguamento raggiunto dalle singole ATS. Ovvero può affermare che il documento nato soprattutto per porre fine alle eccessive disparità di accesso alle cure tra diverse ASL sia realmente stato recepito e risulta operativo nell’intera Regione?

Il 29 ottobre 2015 viene finalmente sottoscritto un importante protocollo tra l’Assessorato da Lei rappresentato e l’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna, con le finalità di tutelare e favorire l’inserimento/reinserimento del bambino e dell’adolescente con diabete in ambito scolastico.
Dato il tempo trascorso, il prossimo anno scolastico (2017-2018), sarà il terzo dalla data di firma del protocollo che inizierà senza poter contare sul supporto dell’atto sottoscritto. Ciò premesso può illustrarci lo stato di avanzamento del progetto e l’eventuale sua estensione in ambito Regionale?

La legge 16 marzo 1987 n. 115 rivolta a fronteggiare la malattia del Diabete mellito, considerata di alto interesse sociale, traccia sostanzialmente gli interventi Regionali in tal senso, e tra questi prevede che siano in capo alle Regioni le iniziative di educazione sanitaria rivolte alle persone con diabete finalizzandole al raggiungimento dell’autogestione della malattia attraverso la collaborazione con i servizi socio-sanitari territoriali.
Alla luce di quanto previsto dalla Legge 115/1987, ci sa indicare quante risorse economiche negli anni sono state bilanciate e quante iniziative di educazione sanitaria sono state realizzate? Ovvero Le risulta che l’Educazione sanitaria e terapeutica finalizzata al raggiungimento dell’autogestione della malattia sia stata esclusivamente in capo alla collaborazione tra Servizi di Diabetologia, Associazioni dei Pazienti e Aziende del farmaco?

I nuovi LEA pubblicati in G.U. lo scorso gennaio 2017, introducono alcune novità importanti attinenti la cura del Diabete, e tra queste la prescrivibilità della Terapia educazionale sotto forma di seduta individuale o collettiva.
Posto che sull’importanza di tale attività crediamo sia oramai fuori discussione ogni possibile dubbio, onde evitare che vi siano disparità in tal senso a seconda di dove il paziente è preso in carico, e poiché vi è una stretta correlazione tra la possibilità di assicurare le prestazioni in argomento e le attuali organizzazioni dei Servizi di Diabetologia e delle loro risorse e, come pensa di garantire la fruibilità delle prestazioni stesse a tutti i pazienti ?
Nelle more del prossimo documento di economia e finanza che la Regione dovrà approvare, pensa sia possibile inserire un capitolo di spesa destinato a tale bisogno così come fanno già da anni altre realtà nazionali?

Sempre nell’ambito dei nuovi LEA, questi prevedono l’introduzione di nuova tecnologia utile all’autocontrollo e al monitoraggio della glicemia. In particolare è stato introdotto un dispositivo che permette un monitoraggio evoluto, molto appropriato ed accurato, che per giunta permette di evitare le migliaia di punture sui polpastrelli che annualmente le persone con diabete debbono effettuare.
Alla luce della introduzione della prescrivibilità del monitoraggio FLASH nei nuovi LEA e della costante crescita di utilizzatori che acquistano personalmente il dispositivo, stante la riconosciuta appropriatezza ed accuratezza, tanto che ad oggi 12 Regioni lo hanno inserito in convenzione, Le chiediamo di indicarci quali elementi ostativi permangano affinché sia garantito anche ai pazienti diabetici della Sardegna lo stesso livello di accesso alle cure delle altre Regioni.
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Ennesimo caso di malasanità. L’AGDIA di Nuoro scrive alla Procura della Repubblica:”Da Maggio un 34enne senza microinfusore per l’insulina”

Da un articolo del quotidiano Online “Cronache Nuoresi” del 17/7/2017
Un 34enne affetto da diabete di tipo 1 attende dal 5 maggio scorso l’assegnazione di un microinfusore di insulina da parte dell’azienda ASSL ma non solo l’apparecchio non è stato ancora consegnato, ma non è stata inoltrata neanche la richiesta d’acquisto.
Lo denuncia in una lettera Antonio Farris, presidente pro tempore dell’Associazione AGDIA Onlus Nuoro.Il presidente dell’associazione dei diabetici si rivolge al Procuratore della Repubblica di Nuoro, a Dottor Andrea Marras (direttore generale ASSL di Nuoro), Dottor Pasqualino Manca (Diretto distretto ASSL di Siniscola), Dottor Alfonso Gigante (direttore Servizio Diabetologia ASSL Nuoro) per chiedere i motivi di tale ritardo.
«Da circa due settimane cerco di conoscere una valida motivazione e con molta disinvoltura sono rinviato da Siniscola a Nuoro, da Nuoro a Siniscola tra l’ignavia di dipendenti che non sanno mai nulla e intendono ascoltare il meno possibile. -scrive Farris- ho dovuto rinviare la richiesta per una pratica in particolare della quale avevo copia, perché non se ne aveva più traccia».
Antonio Farris sottolinea come questo presidio medico dovuto ai diabetici per legge sia vitale per l’autocontrollo glicemico in pazienti diabetici, attraverso il quale, lo specialista con apposita prescrizione intendeva far avere i benefici al paziente: «che purtroppo non ne potrà godere fino a quando i signori funzionari e dipendenti non avranno chiarito chi dovrà fare cosa».
Il Presidente dell’AGDIA Nuoro lamenta che una volta esposto il problema le sue richieste non sono state mai prese in considerazione dal direttore generale dell’azienda Ospedaliera di Nuoro Dottor Marras: «sono stanco di telefonare e ascoltare musica d’attesa dei centralini per non avere alcuna risposta».
«La grande preoccupazione è che, se solo per l’ordine sono stati bruciati 70 giorni, ora che andiamo incontro al mese di agosto, quanti ce ne vorranno perché le persone che ne hanno diritto possano avvalersi degli strumenti prescritti per la cura?» conclude Farris e aggiunge: «non intendo aggiungere altri e importanti motivi di disappunto riguardo le inefficienze dell’assistenza alle persone con diabete e spero che si intervenga con i giusti provvedimenti per ovviare a tale ritardo».
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