Linee Guida INPS – Valutazione Invalidità

Linee Guida INPS – Valutazione Invalidità

21/11/2015
Diabete Notizie: Minori con Diabete: Stop alle inutili visite di revisione! L’INPS pone fine anche alla disomogeneità di giudizio tra le Commissioni medico legali.

Un documento ufficiale dell’Inps chiede a tutte le Commissioni mediche territoriali di prevedere per i minori con diabete il riconoscimento automatico di tutte le prestazioni previste dalla legge per supportare i genitori nella faticosa opera di assistenza socio-sanitaria ai propri figli. E lo fa con una argomentazione informata e di alto tenore civile e umano.
Basta con le incertezze delle famiglie, le incivili iniquità fra le decisioni prese davanti a casi simili da Commissioni diverse. Basta con la umiliante richiesta, quasi fosse un favore da sollecitare, del soddisfacimento di diritti del minore e della sua famiglia!.
La Commissione Medica Superiore dell’INPS ha inviato a tutti i Coordinatori Medico-Legali Regionali ed ai Responsabili delle UOC/UOS territoriali un documento redatto dal suo Presidente Prof. Massimo Piccioni, docente di Medicina Legale all’Università Cattolica di Roma e intitolato La valutazione a fini di invalidità civile e handicap del minore affetto da diabete mellito tipo 1: Linee guida.
“Questo è il risultato di un eccellente lavoro di dialogo tra le istituzioni e il mondo del volontariato”, ha scritto giustamente il sito della AGD Verona, commentando la notizia, “che ha raggiunto il proprio apice alla V Conferenza nazionale delle Associazioni impegnate per il diabete, organizzata da Diabete Italia a Riccione lo scorso ottobre, quando AGD Italia ha formalizzato le proprie istanze su questo argomento al Presidente della Commissione Medica Superiore dell’INPS, Prof. Massimo Piccioni”.
Le prime 11 pagine del documento sono interessanti per la loro capacità di selezionare, fra i molti materiali esistenti, quelli più autorevoli e rilevanti: (gli Standard di cura AMD-SID e quelli dell’Ada, la legge 187, i lavori della Commissione Diabete del Ministero della Salute, il Manuale operativo per l’applicazione del ‘Piano sulla Malattia Diabetica’ in età pediatrica della SIEDP) e per i ripetuti riferimenti alla Scuola. Rappresentano però di fatto una lunga introduzione. Il messaggio autorevole lanciato dall’Inps alle Commissioni mediche è concentrato a pagina 12.
In pratica, vista la complessità dei compiti richiesti al minore per la gestione del diabete, òla Commissione Medica Superiore dell’Inps scrive:
“Su tali presupposti, considerando prioritaria la tutela della salute e della sicurezza del minore  e allo stesso tempo eccedente dalle possibilità della commissione valutatrice una compiuta valutazione sul suo grado di maturità, la Commissione Medica Superiore  ritiene che per i minori  affetti da diabete mellito tipo 1, si debba:
1.    riconoscere in ogni caso la sussistenza di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri dell’età,  ai fini dello status di “minore invalido” e del conseguente diritto all’indennità di frequenza;
2.    riconoscere in ogni caso la sussistenza della condizione di handicap con connotazione di gravità,  con previsione di revisione al raggiungimento dell’età adulta”.
Insomma d’ora in poi le Commissioni Mediche sono fortemente consigliate (se non de facto obbligate) a riconoscere ai minori con diabete tutte le prestazioni previste sia in termini economici sia di diritti in capo al genitore!
E fa piacere notare come il documento ritenga questa prestazione non un ‘favore’ fatto ai portatori della più diffusa fra le serie malattie croniche dell’infanzia.
“Tale orientamento”, scrive l’estensore della Linea guida, “garantisce al minore portatore di una malattia cronica, come è il diabete mellito, l’assistenza scolastica necessaria  a permettergli la massima espressione delle sue qualità e capacità  nell’ottica futura di un pieno inserimento nella società e nel mondo del lavoro”.
Davvero bella, verrebbe da dire commovente se l’avverbio non fosse fuori luogo nella recensione di un documento ufficiale, l’ultima frase:
“Infatti, come sottolineato , già nel 1992,  in un documento congiunto dalla IDF (International Diabetes Federation) e dall’ISPA ( International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes), “..un bambino non può lottare per i suoi diritti. Pertanto è compito della società fornire aiuto al bambino e alla famiglia. Quest’aiuto dovrebbe includere risorse mediche, sociali e pubbliche.”da Rassegna Stampa Diabete Italia

linee guida diabete mellito tipo 1

“Proposta delle Regioni per il Patto per la Salute 2013-2015”

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro della Salute

Premesso che:

è in circolazione la bozza di “Proposta delle Regioni per il Patto per la Salute 2013-2015”, datata 24 gennaio 2012 e scaturita dalla riunione dei Direttori Generali degli Assessorati alla Sanità;

il Presidente della Conferenza delle Regioni, con una nota del 31 gennaio 2012, ha precisato che “non esiste alcun documento della Conferenza delle Regioni per il nuovo patto per la Salute 2013-2015” e che la proposta suddetta costituisce un documento elaborato a livello tecnico ed istruttorio che non ha ricevuto neanche un primo vaglio da parte degli Assessori alla Salute e che non rappresenta la base di discussione all’interno della discussione della Conferenza delle Regioni;
a prescindere dall’ufficialità, la proposta dei direttori generali degli Assessori alla Sanità  è un documento di carattere tecnico che presenta molteplici profili di criticità ed è foriero di pregiudizi seri per le persone affette da diabete, per i soggetti celiaci e per i bambini in età pediatrica;
riguardo alla patologia diabetica,  come emerge dalla nota che le Società Scientifiche e le Associazioni dei pazienti hanno trasmesso in data 3 febbraio 2012 al Ministro della Salute e agli assessorati regionali della Salute, le criticità riguardano:

1) la mancata considerazione,  in punto di realizzazione di strutture territoriali per le malattie croniche di cui a pagina 10 della proposta, dell’attività specialistica integrata, che costituisce la naturale interfaccia per i nuovi esordi e i casi complessi che non possono essere oggetto di ricoveri ospedalieri;

2) l’ipotesi di un ticket sui presidi per l’autocontrollo della glicemia di cui a pagina 22 del documento;  3) il passaggio all’età di 7 anni al medico di medicina generale;
riguardo ai pazienti celiaci, le criticità attengono all’introduzione di un ticket  per gli alimenti senza glutine di cui a pagina 23 del documento sopra citato, in cui  si legge che “il principio potrebbe essere che il Servizio Sanitario Nazionale paga solo la differenza tra il prodotto normale e il prodotto specifico”;
Considerato che
la mancata considerazione dell’attività specialistica integrata in ordine alla gestione territoriale delle malattie croniche comporterebbe il rischio che alle donne diabetiche in gravidanza, ai pazienti adulti, ai pazienti  in età evolutiva, e ai soggetti con complicanze evolutive sia offerto il ricovero come unica opzione assistenziale;il Servizio Sanitario Nazionale eroga ai cittadini affetti da patologia diabetica i presidi diagnostico-terapeutici essenziali e necessari per la terapia vitale del paziente e per il corretto decorso della patologia;

un controllo glicemico costante consente quelle modifiche terapeutiche che favoriscono una minore insorgenza  delle complicanze, cause di ripetuti ricoveri ospedalieri che limitano il benessere vitale e la regolare attività professionale del soggetto diabetico, consentendo  un risparmio economico a carico del Servizio Sanitario Nazionale;
l’ipotesi di un ticket sui presidi per l’autocontrollo della glicemia potrebbe avere pesanti ricadute sul monitoraggio della malattia e quindi sullo sviluppo delle relative complicanze, determinando un peggioramento della qualità della vita dei pazienti e l’aumento dei costi per l’ospedalizzazione;
il pediatra è sicuramente il medico più qualificato per i bambini in quanto conosce perfettamente i dosaggi delle cure farmacologiche che variano a seconda del peso e delle dimensioni e, pertanto, il passaggio all’età di 7 anni al medico di medicina generale potrebbe causare rischi per la salute, sia fisica che psicologica del bambino;

secondo alcune stime, i potenziali celiaci sarebbero circa 600.000, quelli diagnosticati circa 60.000 e, ogni anno, sono circa 2.800 i nuovi casi diagnosticati;
l’inserimento di un ticket per gli alimenti senza glutine penalizzerebbe una vasta categoria di persone che versa in una situazione di svantaggio e di vulnerabilità, e potrebbe condizionare in senso negativo la liberalizzazione della distribuzione dei prodotti erogabili nella grande distribuzione;

Si chiede di sapere

se corrisponda al vero la volontà di inserire un ticket sugli ausili forniti dal Servizio Sanitario Nazionale per i diabetici;
se corrisponda al vero la volontà di inserire forme di contribuzione in relazione all’erogazione di alimenti per celiaci;
se corrisponda al vero la volontà di ridimensionare l’assistenza pediatrica;
se non si ritenga che gli elementi di criticità ravvisati nella proposta delle Regioni per il Patto della Salute 2013-2015, elaborata dai Direttori Generali degli Assessorati alla Sanità e citati in premessa possano  condurre all’erogazione di un’assistenza diabetologica qualitativamente inferiore a quella attualmente offerta, con il rischio di un aumento dei costi della malattia e di un aggravio di spesa per la cura a carico delle persone affette da diabete ;
se non si ritenga che l’inserimento di un ticket per i celiaci oltre a penalizzare fortemente una vasta categoria di persone che  ha nella dieta senza glutine l’unica terapia ad oggi conosciuta, possa anche condizionare negativamente la liberalizzazione della distribuzione dei prodotti erogabili nella grande distribuzione;
quali urgenti misure intenda adottare al fine di scongiurare il rischio che venga introdotto un ticket sia sugli ausili diabetici, che costituiscono strumenti essenziali per il monitoraggio della malattia nonché per la terapia vitale del paziente, sia sugli alimenti senza glutine, che rappresentano il salvavita per  le persone affette da celiachia.

Baio Emanuela

Tomassini Antonio

Astore Giuseppe

Bassoli Fiorenza

Rizzotti Maria

De Sena Luigi

Garavaglia Maria Pia

Mascitelli Alfonso

Molinari Claudio

Santini Giacomo

Serra Achille

Stradiotto Marco

Thaler Ausserhofer Helga

Roma,  6 marzo  2012

Decreto del Ministero delle Infr. e dei Trasp. 30 Nov. 2010

Decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 30 novembre 2010

Recepimento della direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009,
recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida.

(G.U. n. 301 del 27 dicembre 2010)
                                         IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modifiche ed integrazioni, recante «Nuovo codice della strada»;
Visto il titolo IV del citato codice della strada recante: «Guida dei veicoli e conduzione degli animali»;
Visto l’art. 229 del medesimo codice che rinvia a decreti dei Ministri della Repubblica il recepimento, secondo le competenze loro attribuite, di direttive comunitarie afferenti alle materie disciplinate dallo stesso codice; Vista la direttiva n. 91/439/CEE del Consiglio, del 29 luglio 1991, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L 237 del 24 agosto 1991;
Vista la direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L 223 del 26 agosto 2009, recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida;
Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T, recante «Disposizioni comunitarie in materia di patenti di guida e recepimento della direttiva 2000/56/CE» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 aprile 2004, n. 88 in particolare l’allegato terzo recante «Norme minime concernenti l’idoneità’ fisica e mentale per la guida di un veicolo a motore»;
Ritenuto necessario modificare l’allegato III del citato decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T, in conformità con le disposizioni introdotte dalla direttiva 2009/112/CE;
Vista la nota prot. I.4.CD.2.2 dell’8 ottobre 2010 con cui il Ministero della salute ha trasmesso il documento elaborato dal gruppo tecnico di lavoro costituito presso detto Ministero con decreto dirigenziale 9 ottobre 2009 al fine di individuare criteri di valutazione dell’idoneità’ psicofisica alla guida di veicoli a motore di soggetti affetti da patologie della vista, diabete o epilessia, sulla base delle nuove norme comunitarie;
Adotta il seguente decreto:
Recepimento della direttiva 2009/112/CE della Commissione del 25 agosto 2009, recante
modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida.
Art. 1
1)
E’ recepita la direttiva 2009/112/CE. Il rilascio e la conferma di validità della patente di guida a soggetti con patologie a carico dell’apparato visivo, diabetici o epilettici e’ subordinato all’accertamento dei requisiti previsti dagli allegati I, II e III, facenti parte integrante del presente decreto.
2) I punti 6, 10 e 12 dell’allegato III al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30
settembre 2003, n. 40T, sono abrogati.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Roma, 30 novembre 2010
Il Ministro: Matteoli
Importante!
È bene ricordare che l’unico testo che fa fede è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza.
Allegato I
Ai fini del presente allegato, i conducenti sono classificati in due gruppi:
a) Gruppo 1: conducenti di veicoli delle categorie A, B, B + E e delle sottocategorie A 1 e B1
b) Gruppo 2: conducenti di veicoli delle categorie C, C + E, D, D + E e delle sottocategorie C1, C1 + E, D1 e D1 + E
VISTA
1) Il candidato al conseguimento della patente di guida (ovvero chi deve rinnovarla o ha l’obbligo di revisione ai sensi dell’art. 128 del codice della strada) deve sottoporsi a esami appropriati per accertare la compatibilità delle sue condizioni visive con la guida di veicoli a motore. Dovranno essere valutati con particolare attenzione: acutezza visiva, campo visivo, visione crepuscolare, sensibilità all’abbagliamento e al contrasto, diplopia e altre funzioni visive che possono compromettere la guida sicura. Se c’e’ motivo di dubitare che la sua vista non sia adeguata, il candidato deve essere esaminato dalla Commissione Medica Locale.
Per i conducenti appartenenti al gruppo 1 che non soddisfano le norme riguardanti il campo visivo e l’acutezza visiva, il rilascio della patente può essere autorizzato da parte della Commissione medica locale in “casi eccezionali”, correlati alla situazione visiva del conducente, ponendo limitazioni riguardo alla guida .
In questi casi il conducente deve essere sottoposto a visita dalla Commissione che verifica, avvalendosi di accertamenti da parte di medico specialista oculista anche l’assenza di altre patologie che possono pregiudicare la funzione visiva, fra cui la sensibilità all’abbagliamento, al contrasto, la visione crepuscolare, eventualmente avvalendosi anche di prova pratica di guida .La documentazione sanitaria inerente agli accertamenti posti a base del giudizio espresso dovrà restare agli atti per almeno cinque anni.
Gruppo 1
2) Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere un’acutezza visiva binoculare complessiva, anche con correzione ottica, se ben tollerata, di almeno 0,7, raggiungibile sommando l’acutezza visiva posseduta da entrambi gli occhi, purché il visus nell’occhio che vede peggio non sia inferiore a 0,2.
Il campo visivo binoculare posseduto deve consentire una visione in orizzontale di almeno 120 gradi, con estensione di non meno di 50 gradi verso destra o verso sinistra e di 20 gradi verso l’alto e verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 20 gradi rispetto all’asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all’illuminazione crepuscolare , un idoneo tempo di recupero dopo abbagliamento e un’ idonea sensibilità al contrasto, in caso di insufficienza di tali due ultime funzioni la Commissione medica locale può autorizzare la guida solo alla luce diurna.
Qualora sia rilevata o dichiarata una malattia degli occhi progressiva, la patente di guida puo’ essere rilasciata o rinnovata dalla Commissione con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna ,avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista.
3) Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida monocolo, organico o funzionale, deve possedere un’acutezza visiva di non meno 0,8, raggiungibile anche con lente correttiva se ben tollerata.
Il medico monocratico deve certificare che tale condizione di vista monoculare esiste da un periodo di tempo sufficientemente lungo (almeno sei mesi) da consentire l’adattamento del soggetto e che il campo visivo consenta una visione in orizzontale di almeno 120 gradi e di non meno di 60 gradi verso destra o verso sinistra e di 25 gradi verso l’alto e 30 gradi verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all’asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all’illuminazione crepuscolare e dopo abbagliamento con idoneo tempo di recupero e idonea sensibilità al contrasto, tali condizioni devono essere opportunamente verificate.
Nel caso in cui uno o più requisiti non sono presenti il giudizio viene demandato alla Commissione medica locale che, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista, valuta con estrema cautela se la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata, eventualmente con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.
4) A seguito di diplopia sviluppata recentemente o della perdita improvvisa della visione in un occhio, ai fini del raggiungimento di un adattamento adeguato non e’ consentito guidare per un congruo periodo di tempo,da valutare da parte di medico specialista oculista;
trascorso tale periodo, la guida può essere autorizzata dalla Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista, eventualmente con prescrizione di validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.
Gruppo 2
5)
Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere una visione binoculare con un’acutezza visiva, se del caso raggiungibile con lenti correttive, di almeno 0,8 per l’occhio piu’ valido e di almeno 0,4 per l’occhio meno valido. Se per ottenere i valori di 0,8 e 0,4 sono utilizzate lenti correttive, l’acutezza visiva minima (0,8 e 0,4) deve essere ottenuta o mediante correzione per mezzo di lenti a tempiale con potenza non superiore alle otto diottrie come equivalente sferico o mediante lenti a contatto anche con potere diottrico superiore. La correzione deve risultare ben tollerata Il campo visivo orizzontale binoculare posseduto deve essere di almeno 160 gradi, con estensione di 80 gradi verso sinistra e verso destra e di 25 gradi verso l’alto e 30 verso il basso. Non devono essere presenti binocularmente difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all’asse centrale.
6) La patente di guida non deve essere rilasciata o rinnovata al candidato o al conducente che presenta significative alterazioni della visione crepuscolare e della sensibilità al contrasto e una visione non sufficiente dopo abbagliamento, con tempo di recupero non idoneo anche nell’occhio con risultato migliore o diplopia.
A seguito della perdita della visione da un occhio o di gravi alterazioni delle altre funzioni visive che permettevano l’idoneità’ alla guida o di insorgenza di diplopia deve essere prescritto un periodo di adattamento adeguato, non inferiore a sei mesi, in cui non e’ consentito guidare. Trascorso tale periodo la Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista puo’ consentire la guida con eventuali prescrizioni e limitazioni.
Importante! È bene ricordare che l’unico testo che fa fede è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza.
Allegato II
Ai fini del presente allegato, i conducenti sono classificati in due gruppi:
a) Gruppo 1: conducenti di veicoli delle categorie A, B, B + E e delle sottocategorie A1 e B 1
b) Gruppo 2: conducenti di veicoli delle categorie C, C + E, D, D + E e delle sottocategorie C1, C1 +E, D1 e D1 +E
DIABETE MELLITO
Nelle disposizioni per “ipoglicemia grave” si intende la condizione in cui e’ necessaria l’assistenza di un’altra persona, mentre per “ipoglicemia ricorrente” si intende la manifestazione in un periodo di 12 mesi di una seconda ipoglicemia grave. Tale condizione e’ riconducibile esclusivamente a patologia diabetica in trattamento con farmaci che possono indurre ipoglicemie gravi, come l’insulina o farmaci orali “insulino- stimolanti” come sulfaniluree e glinidi.
Gruppo 1
1) L’accertamento dei requisiti per il rilascio o il rinnovo della patente di guida del candidato o del conducente affetto da diabete mellito e’ effettuato dal medico monocratico di cui al comma 2 dell’articolo 119 del codice della strada, previa acquisizione del parere di un medico specialista in diabetologia o con specializzazione equipollente, ai sensi del D.M. 30 gennaio 1998 e successive modifiche e integrazioni, operanti presso le strutture pubbliche o private accreditate e convenzionate.
2) In caso di presenza di comorbilità’ o di gravi complicanze che possono pregiudicare la sicurezza alla guida il giudizio di idoneità e’ demandato alla Commissione medica locale.
In caso di trattamento farmacologico con farmaci che possono indurre una ipoglicemia grave il candidato o il conducente può essere dichiarato idoneo alla guida di veicoli del gruppo I fino a un periodo massimo di 5 anni, nel rispetto dei limiti previsti in relazione all’età’.
3) La patente di guida non deve essere ne’ rilasciata ne’ rinnovata al candidato o al conducente affetto da diabete mellito che soffre di ipoglicemia grave e ricorrente o di un’alterazione dello stato di coscienza per ipoglicemia. Il candidato o conducente affetto da diabete mellito deve dimostrare di comprendere il rischio di ipoglicemia e di controllare in modo adeguato la sua condizione.
4) Per i candidati o conducenti affetti da diabete mellito in trattamento solo dietetico, o con farmaci che non inducono ipoglicemie gravi, come metformina, inibitori dell’alfa-glicosidasi, glitazoni, analoghi o mimetici del GLP-1, inibitori del DPP-IV in monoterapia o in associazione tra loro, il limite massimo di durata di validità della patente di guida, in assenza di complicanze che interferiscano con la sicurezza alla guida, può essere fissato secondo i normali limiti di legge previsti in relazione all’età’.
Gruppo 2
5)
In caso di trattamento con farmaci che possano indurre ipoglicemie gravi, (come insulina, e farmaci orali come
sulfaniluree e glinidi,) l’accertamento dei requisiti per il rilascio o il rinnovo della patente di guida del gruppo 2 da parte della Commissione medica locale, a candidati o conducenti affetti da diabete mellito e’ effettuato avvalendosi di consulenza da parte di un medico specialista in diabetologia o specializzazione equipollente, ai sensi del D.M. 30 gennaio 1998 e successive modifiche e integrazioni, operante presso le strutture pubbliche o private accreditate e convenzionate , che possa attestare le seguenti condizioni:
a) assenza di crisi di ipoglicemia grave nei dodici mesi precedenti;
b) il conducente risulta pienamente cosciente dei rischi connessi all’ipoglicemia;
c) il conducente ha dimostrato di controllare in modo adeguato la sua condizione, monitorando il livello di glucosio nel sangue, secondo il piano di cura;
d) il conducente ha dimostrato di comprendere i rischi connessi all’ipoglicemia;
e) assenza di gravi complicanze connesse al diabete che possano compromettere la sicurezza alla guida.
In questi casi, la patente di guida può essere rilasciata o confermata di validità per un periodo massimo di tre anni o per un periodo inferiore in relazione all’eta’.
6) Per i candidati o conducenti affetti da diabete mellito in trattamento solo dietetico, o con farmaci che non inducono ipoglicemie gravi, come metformina, inibitori dell’alfa-glicosidasi, glitazoni, analoghi o mimetici del GLP-1, inibitori del DPP-IV in monoterapia o in associazione tra loro, il limite massimo di durata della patente di guida, in assenza di complicanze che interferiscano con la sicurezza alla guida, puo’ essere fissato secondo i normali limiti di legge previsti in relazione all’eta’.
7) In caso di crisi di ipoglicemia grave nelle ore di veglia, anche al di fuori delle ore di guida, ricorre l’obbligo di segnalazione all’Ufficio Motorizzazione civile, per l’adozione del provvedimento di cui
all’articolo 128 del codice della strada.
8) In caso di modifiche della terapia farmacologica durante il periodo di validità della patente di guida di veicoli sia di Gruppo 1 che di Gruppo 2, con aggiunta di farmaci che possono indurre ipoglicemia grave (insulina o farmaci orali “insulino-stimolanti”come sulfaniluree o glinidi); ricorre l’obbligo di segnalazione all’Ufficio Motorizzazione civile per l’adozione del provvedimento di cui all’articolo 128 del Codice della strada.
9) Per i titolari di abilitazione professionale di tipo KA e KB si applicano le norme previste per la patente di guida di veicoli di Gruppo 2.
Importante! È bene ricordare che l’unico testo che fa fede è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza.
Allegato III
Ai fini del presente allegato, i conducenti sono classificati in due gruppi:
a) Gruppo 1: conducenti di veicoli delle categorie A, B, B + E e delle sottocategorie A1 e B1
b) Gruppo 2: conducenti di veicoli delle categorie C, C + E, D, D + E e delle sottocategorie C1, C1 +E, D1 e D1 + E
EPILESSIA
1) Le crisi epilettiche o le altre alterazioni improvvise dello stato di coscienza costituiscono un pericolo
grave per la sicurezza stradale allorché sopravvengono al momento della guida di un veicolo a motore. La valutazione pertanto dovrà essere fatta con particolare attenzione da parte della Commissione medica locale.
Per “epilessia” si intende il manifestarsi di due o più crisi epilettiche non provocate, a distanza di meno di cinque anni l’una dall’altra.
Per “crisi epilettica provocata” si intende una crisi scatenata da una causa identificabile e potenzialmente evitabile.
Una persona che ha una crisi epilettica iniziale o isolata o perde conoscenza deve essere dissuasa dalla guida.
E’ richiesto il parere di uno specialista in neurologia o in disciplina equipollente, ai sensi del D.M. 30 gennaio 1998 e successive modifiche e integrazioni, che deve specificare il periodo di interdizione alla guida.
E’ estremamente importante identificare la sindrome epilettica specifica per valutare correttamente il livello di sicurezza rappresentato dal soggetto durante la guida (compreso il rischio di ulteriori crisi) e definire la terapia più adeguata. La valutazione deve essere effettuata da uno specialista in neurologia o in disciplina equipollente, ai sensi del D.M. 30 gennaio 1998 e successive modifiche e integrazioni.
Le persone che sono considerate clinicamente guarite su certificazione rilasciata da uno specialista in neurologia (o disciplina equipollente) e non hanno presentato crisi epilettiche da almeno 10 anni in assenza di trattamento farmacologico non sono più soggette a restrizioni o limitazioni.
I soggetti liberi da crisi da almeno 5 anni ma che risultino tuttora in trattamento saranno ancora sottoposti a controlli periodici da parte della Commissione medica locale che stabilirà la durata del periodo di idoneità dopo aver acquisito la certificazione emessa dallo specialista in neurologia o disciplina equipollente. Per i soggetti liberi da crisi da almeno 10 anni ma ancora in trattamento non e’ previsto il conseguimento/rinnovo della patente del gruppo 2.
Tutta la documentazione sanitaria dovrà restare agli atti della Commissione medica locale per almeno dieci anni.
Gruppo 1
2)
La patente di guida di un conducente con epilessia del gruppo 1 deve essere oggetto di attenta valutazione da parte della Commissione medica locale finché l’interessato non abbia trascorso un periodo di cinque anni senza crisi epilettiche in assenza di terapia.
I soggetti affetti da epilessia non soddisfano i criteri per una patente di guida senza restrizioni. Vi e’ obbligo di segnalazione, ai fini delle limitazioni al rilascio o della revisione di validità della patente di guida, all’Ufficio della Motorizzazione civile dei soggetti affetti da epilessia da parte di Enti o Amministrazioni che per motivi istituzionali di ordine amministrativo previdenziale.
assistenziale o assicurativo abbiano accertato l’esistenza di tale condizione (per esenzione dalla spesa sanitaria, riconoscimento di invalidità civile, accertamenti dei servizi medico legali, ecc ) .
3) Crisi epilettica provocata: il candidato che ha avuto una crisi epilettica provocata a causa di un fattore scatenante identificabile, con scarsa probabilità che si ripeta al volante, può essere dichiarato idoneo alla guida su base individuale, subordinatamente a un parere neurologico (se del caso, l’idoneità’ deve essere certificata tenendo conto degli altri requisiti psicofisici richiesti dalle norme vigenti, con riferimento, ad esempio, all’uso di alcol o ad altri fattori di morbilità).
4) Prima o unica crisi epilettica non provocata: il candidato che ha avuto una prima crisi epilettica non provocata può essere dichiarato idoneo alla guida dopo un periodo di sei mesi senza crisi, a condizione che sia stata effettuata una valutazione medica specialistica appropriata. Il periodo di osservazione dovrà essere protratto finché l’interessato non abbia trascorso un periodo di cinque anni senza crisi epilettiche.
5) Altra perdita di conoscenza: la perdita di conoscenza deve essere valutata in base al rischio di ricorrenza durante la guida.
6) Epilessia: il conducente o il candidato può essere dichiarato idoneo alla guida dopo un periodo, documentato e certificato da parte dello specialista neurologo, di un armo senza ulteriori crisi.
7) Crisi esclusivamente durante il sonno: il candidato o il conducente che soffre di crisi esclusivamente durante il sonno può essere dichiarato idoneo alla guida a condizione che il manifestarsi delle crisi sia stato osservato per un periodo non inferiore al periodo senza crisi previsto per l’epilessia ( un anno ). In caso di attacchi/crisi durante la veglia, e’ richiesto un periodo di un anno senza ulteriori manifestazioni prima del rilascio della patente di guida (cfr. “Epilessia”).
8) Crisi senza effetti sullo stato di coscienza o sulla capacità di azione: il candidato o il conducente che soffre esclusivamente di crisi a proposito delle quali e’ dimostrato che non incidono sullo stato di coscienza e che non causano incapacità funzionale, può essere dichiarato idoneo alla guida a condizione che il manifestarsi delle crisi sia stato osservato per un periodo non inferiore al periodo senza crisi previsto per l’epilessia (un anno). In caso di attacchi/crisi di natura diversa, e’ richiesto un periodo di un anno senza ulteriori manifestazioni prima del rilascio della patente di guida (cfr. “Epilessia”).
9) Crisi dovute a modificazioni o a riduzioni della terapia antiepilettica per decisione del medico:
al paziente può essere raccomandato di non guidare per un periodo di sei mesi dall’inizio del periodo di sospensione del trattamento. In caso di crisi che si manifestano nel periodo in cui il trattamento medico e’ stato modificato o sospeso per decisione del medico, il paziente deve essere sospeso dalla guida per tre mesi se il trattamento efficace precedentemente applicato viene nuovamente applicato.
10) Dopo un intervento chirurgico per curare l’epilessia: il conducente o il candidato puo’ essere dichiarato idoneo alla guida dopo un periodo, documentato e certificato da parte dello specialista, di un anno senza ulteriori crisi.
Gruppo 2
11)
Il candidato non deve assumere farmaci antiepilettici per tutto il prescritto periodo di dieci anni senza crisi, Deve essere stato effettuato un controllo medico appropriato con un approfondito esame neurologico che non ha rilevato alcuna patologia cerebrale e alcuna attività epilettiforme all’elettroencefalogramma (EEG).
12) Crisi epilettica provocata: il candidato che ha avuto una crisi epilettica provocata a causa di un fattore scatenante identificabile con scarsa probabilità di ripetizione durante la guida può essere dichiarato idoneo alla guida su base individuale per veicoli ad uso privato e non per trasporto terzi , subordinatamente a un parere neurologico. Dopo l’episodio acuto e’ opportuno eseguire un EEG e un esame neurologico adeguato.
Un soggetto con una lesione strutturale intracerebrale che presenta un rischio accresciuto di crisi non deve guidare veicoli appartenenti al gruppo 2 (se del caso, l’idoneità’ deve essere certificata tenendo conto degli altri requisiti psicofisici richiesti dalle norme vigenti, con riferimento, ad esempio, all’uso di alcol o ad altri fattori di morbilità).
13) Prima o unica crisi epilettica non provocata: il candidato che ha avuto una prima crisi epilettica non provocata può essere dichiarato idoneo alla guida dopo un periodo di dieci anni senza ulteriori crisi senza il ricorso a farmaci antiepilettici, a condizione che sia stata effettuata una valutazione medica specialistica appropriata.
14) Altra perdita di conoscenza: la perdita di conoscenza deve essere valutata in base al rischio di ricorrenza durante la guida (se del caso, l’idoneità’ deve essere certificata tenendo conto degli altri requisiti psicofisici richiesti dalle nonne vigenti, con riferimento, ad esempio, all’uso di alcol o ad altri fattori di morbilità).
15) Epilessia: devono trascorrere dieci anni senza crisi epilettiche,
senza l’assunzione di farmaci antiepilettici e senza alcuna attività epilettiforme all’elettroencefalogramma (EEG). La stessa regola si applica anche in caso di epilessia dell’età’ pediatrica. In questi casi la Commissione dovrà stabilire una validità limitata che non potrà essere superiore a due anni.
Determinati disturbi (per esempio malformazione arterio-venosa o emorragia intracerebrale) comportano un aumento del rischio di crisi, anche se le crisi non si sono ancora verificate. In una siffatta situazione ai fini del rilascio della patente di guida la Commissione medica locale dovrà attentamente valutare tale rischio, stabilendo un opportuno periodo di verifica, con validità della possibilità di guidare non superiore a 2 anni ove non diversamente disposto.
Importante! È bene ricordare che l’unico testo che fa fede è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza.


DIRETTIVA 2009/112/CE DELLA COMMISSIONE
del 25 agosto 2009
recante modifica della direttiva 91/439/CEE del Consiglio concernente la patente di guida
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la direttiva 91/439/CEE del Consiglio, del 29 luglio 1991, concernente la patente di guida ( 1 ), in particolare l’articolo 7 bis, paragrafo 2,
considerando quanto segue:
(1) I requisiti minimi per l’idoneità alla guida non sono completamente armonizzati. A norma del punto 5 dell’allegato III della direttiva 91/439/CEE, gli Stati membri possono imporre norme più severe dei requisiti minimi europei.
(2) Dato che l’esistenza di requisiti difformi da uno Stato membro all’altro può incidere sul principio della libera circolazione, nella risoluzione del 26 giugno 2000 il Consiglio ha domandato specificamente una revisione delle norme mediche per le patenti di guida, come stabilito all’allegato III della direttiva 91/439/CEE.
(3) In conformità della suddetta risoluzione del Consiglio, la Commissione ha consigliato di svolgere un lavoro di medio e lungo termine per adattare l’allegato III al progresso scientifico e tecnico, come stabilito all’articolo 7 bis, paragrafo 2, della direttiva 91/439/CEE.
(4) Le menomazioni del campo visivo, il diabete e l’epilessia sono stati riconosciuti come patologie mediche da prendere in considerazione in quanto incidono sull’idoneità alla guida; a tal fine sono stati istituiti gruppi di lavoro composti di specialisti nominati dagli Stati membri.
(5) I gruppi di lavoro hanno elaborato una serie di relazioni con l’intento di aggiornare i punti pertinenti dell’allegato III della direttiva 91/439/CEE.
(6) La direttiva 91/439/CEE deve pertanto essere modificata di conseguenza.
(7) Le misure previste dalla presente direttiva sono conformi al parere del comitato per le patenti di guida,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
L’allegato III della direttiva 91/439/CEE è modificato conformemente all’allegato della presente direttiva.
Articolo 2
1.
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro un anno dall’entrata in vigore della presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il 25 agosto 2009.
Per la Commissione
Antonio TAJANI
Vicepresidente
L’allegato III della direttiva 91/439/CEE è modificato come segue:
1.
il punto 6 è sostituito dal seguente:
VISTA
………. omissis
2. il punto 10 è sostituito dal seguente:
DIABETE MELLITO
10.
Nei paragrafi seguenti per “ipoglicemia grave” si intende la condizione in cui è necessaria l’assistenza di un’altra persona, mentre per “ipoglicemia ricorrente” si intende la manifestazione di una seconda ipoglicemia grave in un periodo di 12 mesi.
Gruppo 1
10.1. La patente di guida può essere rilasciata o rinnovata al candidato o al conducente affetto da diabete mellito. In caso di trattamento farmacologico, il candidato o il conducente deve essere soggetto al parere di un medico autorizzato e a visita medica regolare, adattati in funzione del singolo caso a intervalli non superiori a cinque anni.
10.2. La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata al candidato o al conducente che soffre di ipoglicemia grave ricorrente e/o di un’alterazione dello stato di coscienza per ipoglicemia. Il conducente affetto da diabete deve dimostrare di comprendere il rischio dell’ipoglicemia e di controllare in modo adeguato la sua condizione.
Gruppo 2
10.3. Il rilascio o il rinnovo della patente di guida del gruppo 2 a conducenti affetti da diabete mellito può essere preso in considerazione. In caso di trattamento con farmaci che comportano il rischio di indurre ipoglicemia (con insulina e determinate compresse), occorre applicare i criteri seguenti:
— assenza di crisi di ipoglicemia grave nei 12 mesi precedenti,
— il conducente è pienamente cosciente dei rischi connessi all’ipoglicemia,
— il conducente deve dimostrare di controllare in modo adeguato la sua condizione monitorando regolar­mente il livello di glucosio nel sangue, almeno due volte al giorno e nei momenti rilevanti per la guida,
— il conducente deve dimostrare di comprendere i rischi connessi all’ipoglicemia, e
— assenza di altre complicanze connesse al diabete che possano proibire la guida.
Inoltre, in questi casi, la patente di guida deve essere rilasciata subordinatamente al parere di un’autorità medica competente e a un controllo medico periodico, eseguito a intervalli non superiori a tre anni.
10.4. Una crisi di ipoglicemia grave nelle ore di veglia, anche al di fuori delle ore di guida, deve essere segnalato e seguito da una nuova valutazione dell’idoneità alla guida.»;
3. il punto 12 è sostituito dal seguente:

EPILESSIA
omissis…
Nota Stampa
Su esplicita sollecitazione delle Associazioni Nazionali dei Pazienti Diabetici (AGD Italia – AID – ANIAD – Diabete Forum – FAND – FDG – JDF Italia), l’On. Gianni Pittella, Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo, ha incontrato in Roma, il 09/01/2011, le rappresentanze dei Pazienti per affrontare la delicata questione attinente la concessione e rinnovo della patente di guida, a fronte della Direttiva Europea n. 91/439/CEE, recentemente recepita dal Governo Italiano.
Le Rappresentanze dei Pazienti hanno convenuto di predisporre un apposito documento con cui impegnare, per il tramite del Vice Presidente Vicario, On. Pittella, le competenti Commissioni Comunitarie , al fine di poter valutare l’opportunità di apportare alcune modifiche nelle parti della Direttiva, ritenute non confacenti al livello di assistenza e cura presenti in Italia.
Analogamente si procederà a livello di Governo Italiano perché si possa ovviare agli eventuali discrimini che sono stati posti in essere, come da G.U. n. 301 del 27/12/2010.
AGD Italia, AID, ANIAD, Diabete Forum, FAND, FDG, JDF Italia

Patente, rinnovi a ostacoli
Cambiano gli accertamenti medici per il rilascio e rinnovo della patente di guida alle persone che soffrono di deficit visivi, diabete mellito o epilessia. Lo prevede il decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 30 novembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 27 dicembre 2010. Il decreto, recependo la direttiva n. 2009/112/Ce del 25.08.2009 e modificando il dm n. 40/T del 30 settembre 2003, introduce parametri medici più stringenti per l’idoneità alla guida di autovetture e mezzi a due ruote, mentre invece allenta le restrizioni finora previste per chi ha o intende ottenere una patente di categoria uguale o superiore alla C.
Patenti per la guida di autovetture, motoveicoli e ciclomotori. L’accertamento delle condizioni visive del soggetto deve essere rivolto non più solo alla verifica dell’acutezza visiva, del campo visivo, della visione crepuscolare e delle malattie progressive degli occhi, ma anche alla valutazione della sensibilità all’abbagliamento e al contrasto, della diplopia e delle funzioni visive che possono compromettere la guida sicura. In caso di deficit della sensibilità all’abbagliamento e al contrasto, la commissione medica locale può autorizzare la guida solo con luce diurna. Se sussiste una malattia progressiva degli occhi, il rilascio o il rinnovo della patente può essere autorizzato solo con validità temporale limitata ed eventualmente con restrizioni per la guida notturna. Vengono introdotte restrizioni per il rilascio o il rinnovo della patente di guida a persone affette da diabete mellito. Se vengono assunti farmaci che possono indurre un’ipoglicemia grave, il soggetto può essere dichiarato idoneo alla guida per un periodo massimo di 5 anni. La guida di veicoli è preclusa a chi soffre di ipoglicemia grave e ricorrente o di un’alterazione dello stato di coscienza per ipoglicemia. Per quanto riguarda le malattie neurologiche, mentre finora l’idoneità alla guida poteva essere riconosciuta alle persone epilettiche dopo l’effettuazione di specifici esami e controlli medici, il dm del 30 novembre 2010 introduce un ampio spettro di restrizioni. Occorre una lunga osservazione clinica prima di rilasciare o rinnovare la patente a chi soffre o ha sofferto di crisi epilettiche esclusivamente durante il sonno o di crisi che comunque non hanno effetti sulla stato di coscienza o sulla capacità di azione. Chi ha avuto una crisi epilettica iniziale o isolata o perde conoscenza deve comunque essere dissuaso dalla guida.
Patenti di categoria uguale o superiore alla C. Anche per le patenti di categoria pari o superiore alla C, oltre all’acutezza visiva, al campo visivo, alla visione crepuscolare e alle malattie progressive degli occhi, devono essere valutate anche la sensibilità all’abbagliamento e al contrasto, la diplopia e le funzioni visive che possono compromettere la guida sicura. Mentre finora la patente non doveva essere rilasciata, né rinnovata, se il candidato o il conducente non aveva un campo visivo binoculare normale oppure se era colpito da diplopia, con il dm del 30 novembre 2010 le cause ostative al rilascio e al rinnovo della licenza di guida sono le alterazioni significative della visione crepuscolare e della sensibilità al contrasto e una visione non sufficiente dopo l’abbagliamento. Se si perde la visione da un occhio o se insorge la diplopia, occorre un periodo di adattamento adeguato durante il quale non è consentito guidare. Il diabete mellito e il trattamento con insulina non costituiscono più motivi ostativi alla guida, purché siano attestate e rispettate alcune precise e dettagliate condizioni. Infine, mentre finora era preclusa la possibilità di guidare veicoli a chi presentava crisi di epilessia, il dm del 30 novembre 2010 consente di rilasciare e rinnovare la patente, nel rispetto di alcune precise condizioni.
da ItaliaOggi


11 gennaio 2011
Regole più severe per il rinnovo della patente di guida
A seguito dell’emanazione del decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 30 novembre 2010, sono variati gli accertamenti medici per il rilascio e rinnovo della patente di guida per le persone che soffrono di deficit visivi o di alcuni particolari patologie, come il diabete mellito o epilessia; in particolare, il provvedimento del Ministero delle Infrastrutture, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 27 dicembre 2010 recepisce la direttiva n. 2009/112/Ce del 25.08.2009 e, modificando la normativa previgente, introduce:
– parametri medico-scientifici più stringenti per verificare l’effettiva l’idoneità alla guida di autovetture e mezzi a due ruote;
– allenta alcune restrizioni previste per chi ha (oppure intende ottenere) una patente di guida di categoria uguale o superiore alla C.
Secondo i nuovi parametri l’accertamento delle condizioni visive deve essere rivolto non solo alla verifica dell’acutezza visiva, del campo visivo, della visione crepuscolare e delle malattie progressive degli occhi, ma anche:
– alla valutazione della sensibilità all’abbagliamento;
– alla valutazione della sensibilità al contrasto;
– valutazione della diplopia;
– valutazione delle funzioni visive che possono compromettere la guida.
In caso di deficit della sensibilità per abbagliamento e contrasto, le commissioni mediche locali possono autorizzare la possibilità di guidare soltanto nelle fasce orarie con luce diurna. Se, invece, sussiste una malattia progressiva degli occhi il rilascio e il rinnovo della patente può essere limitato a una validità temporale più breve dell’ordinario oppure subire restrizioni rispetto alla possibilità di guidare in fasce notturne.
Riguardo ai soggetti affetti da diabete mellito vengono introdotte restrizioni per il rilascio o il rinnovo della patente di guida: se vengono assunti farmaci che possono indurre un’ipoglicemia grave, infatti, il soggetto può essere dichiarato idoneo alla guida massimo per 5 anni dopodiché il suo stato deve essere revisionato per un’ulteriore (ed eventuale) conferma della sua idoneità.
La guida di veicoli è invece vietata a chi soffre di:
– ipoglicemia grave e ricorrente;
– un’alterazione dello stato di coscienza per ipoglicemia.
Riguardo alle malattie neurologiche, il dm del 30 novembre 2010 introduce un ampio spettro di restrizioni:
– prima di rilasciare o rinnovare la patente a chi soffre o ha sofferto di crisi epilettiche durante il sonno o di crisi che comunque non hanno effetti sulla stato di coscienza o sulla capacità di azione occorre una lunga osservazione clinica;
– qualora un soggetto abbia avuto una crisi epilettica iniziale o isolata o una perdita di conoscenza, nonostante l’incidenza episodica del malessere, deve comunque essere dissuaso dalla guida.
Per le patenti di categoria pari o superiore alla C (la patente C è la patente più richiesta tra quelle professionali perchè abilita alla guida dei “camion” ovvero dei veicoli adibiti al trasporto cose in conto proprio) valgono le stesse regole per la valutazione dell’adeguatezza alla guida prevista per le patenti di categoria inferiore quindi, oltre all’acutezza visiva, al campo visivo, alla visione crepuscolare e alle malattie progressive degli occhi, devono essere valutate anche la sensibilità all’abbagliamento e al contrasto, la diplopia e le funzioni visive che possono compromettere la guida sicura.
Sempre per quanto riguarda le patenti di categoria pari o superiore alla C, il decreto ministeriale del 30 novembre 2010 introduce anche alcuni “allentamenti” alla previgente disciplina. Mentre fino ad oggi la patente non doveva essere rilasciata né tanto meno rinnovata se il conducente non aveva un campo visivo binoculare normale oppure se soffriva di diplopia, ora sono previste, come sola causa ostativa al rilascio della licenza, le alterazioni significative della visione crepuscolare e della sensibilità al contrasto e una visione non sufficiente dopo l’abbagliamento.
Secondo la nuova disciplina, inoltre:
– il diabete mellito e il trattamento con insulina non costituiscono più motivi ostativi alla guida, purché siano attestate e rispettate alcune precise e dettagliate condizioni mediche, come meglio dettagliate nell’allegato al decreto, sotto riportato;
– mentre finora era preclusa la possibilità di guidare veicoli a chi presentava crisi di epilessia, il dm del 30 novembre 2010 consente di rilasciare e rinnovare la patente, nel rispetto di alcune precise condizioni mediche., come meglio dettagliate nell’allegato al decreto, sotto riportato.

Autore:Redazione La Lente sul Fisco

Manifesto dei Diritti della Persona con Diabete

Manifesto dei diritti della persona con diabete

Il 9 luglio 2009 a Roma, a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, ill senatore Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato e il Prof. Paolo Cavallo Perin, Presidente di Diabete Italia il “Manifesto hanno firmato dei diritti della persona con diabete”.
Il Manifesto, realizzato con il supporto non condizionato di Novo Nordisk, è il primo documento al mondo realizzato per tutelare i diritti della persona con diabete e comprende una sessione dedicata al bambino ed all’età evolutiva.
La Regione Sardegna, seconda dopo la Toscana, ha adottato il Manifesto. L’augurio che ci sentiamo di esprimere è che, al pari di altre leggi quale la 115, bellissima e apprezzata per la sua validità ma mai applicata pienamente, non rimanga solo una raccolta di buoni propositi e sacrosanti principi, ma che trovi piena applicazione.

Legge 115/87

LEGGE 16 MARZO 1987 N°115 – G.U. n° 71 del 26/3/87

 

Art.1

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano predispongono, nell’ambito
dei rispettivi piani sanitari e dei limiti finanziari indicati dal fondo sanitario nazionale,
progetti-obiettivo, azioni programmate ed altre idonee iniziative dirette a fronteggiare la
malattia del diabete mellito, considerata di alto interesse sociale.

2. Gli interventi regionali di cui al comma 1 sono rivolti:

a) alla prevenzione e alla diagnosi precoce della malattia diabetica

b) al miglioramento delle modalità di cura dei cittadini diabetici;

c) alla prevenzione delle complicanze;

d) ad agevolare l’inserimento dei diabetici nelle attività scolastiche, sportive e lavorative;

e) ad agevolare il reinserimento sociale dei cittadini colpiti da gravi complicanze
post-diabetiche;

f) a migliorare l’educazione e la coscienza sociale generale per la profilassi della malattia
diabetica;

g) a favorire l’educazione sanitaria del cittadino diabetico e della sua famiglia;

h) a provvedere alla preparazione ed all’aggiornamento professionale del personale sanitario
addetto ai servizi.

Art.2

1. Ai fini della prevenzione e della diagnosi precoce della malattia diabetica e delle sue
complicanze, i piani sanitari e gli altri strumenti regionali di cui all’articolo 1 indicano alle
unità sanitarie locali, tenuto conto di criteri e metodologie stabiliti con atto di indirizzo e
coordinamento da emanarsi ai sensi dell’articolo 5 della legge 23 dicembre 1978, n. 833,
sentito 1’Istituto superiore di sanità, gli interventi operativi più idonei per:

a) individuare le fasce di popolazione a rischio diabetico;

b) programmare gli interventi sanitari su tali fasce.

2. Per la realizzazione di tali interventi le unità sanitarie si avvalgono dei servizi di
diabetologia in coordinamento con i servizi sanitari distrettuali e con i servizi di medicina
scolastica.

3 II Ministro della sanità, sentito l’Istituto superiore di sanità, presenta annualmente al
Parlamento una relazione di aggiornamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove
acquisizioni scientifiche in tema di diabete mellito e di diabete insipido, con particolare
riferimento ai problemi concernenti la prevenzione.

Art.3

Al fine di migliorare le modalità di diagnosi e cura le regioni, tramite le unita’ sanitarie locali,
provvedono a fornire gratuitamente ai cittadini diabetici, oltre ai presidi diagnostici e
terapeutici, di cui al decreto del Ministro della sanità dell’ 8 febbraio 1982, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 17 febbraio 1982, n° 46, anche altri eventuali presidi sanitari
ritenuti idonei, allorquando vi sia una specifica prescrizione e sia garantito il diretto
controllo dei servizi di diabetologia.

Art.4

1. Ogni cittadino affetto da diabete mellito deve essere fornito di tessera personale che
attesta l’esistenza della malattia diabetica. II modello di tale tessera deve corrispondere
alle indicazioni che saranno stabilite dal Ministro della sanità entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge (nota l/a).

2. I cittadini muniti della tessera personale di cui al comma 1 hanno diritto, su prescrizione
medica, alla fornitura gratuita dei presidi diagnostici e terapeutici di cui all’articolo 3.
Art. 5

1. Con riferimento agli indirizzi del Piano sanitario nazionale, nell’ambito della loro
programmazione sanitaria, le regioni predispongono interventi per:

a) I’istituzione di servizi specialistici diabetologici, secondo parametri che tengano conto
della necessita’ della popolazione, delle caratteristiche geomorfologiche e socio-economiche
delle zone di utenza e dell’incidenza della malattia diabetica
nell’ambito regionale;

b) I’istituzione di servizi di diabetologia pediatrica in numero pari ad uno per ogni regione,
salvo condizioni di maggiore necessita’ per le regioni a più’ alta popolazione. La direzione
di tali servizi e’ affidata a pediatri diabetologici;

c) I’istituzione di servizi di diabetologia a livello ospedaliero nell’ambito di un sistema
dipartimentale interdisciplinare e polispecialistico.

2. Criteri di uniformità validi per tutto il territorio nazionale relativamente a strutture e
parametri organizzativi dei servizi diabetologici, metodi di indagine clinica, criteri di
diagnosi e terapia, anche in armonia con i suggerimenti delI’Organizzazione
mondiale della sanità, sono stabiliti ai sensi dell’articolo 5 della legge 23 dicembre
1978, n. 833

3. I servizi di diabetologia svolgono in particolare i seguenti compiti:

a) prevenzione primaria e secondaria del diabete mellito;

b) prevenzione delle sue complicanze;

c) terapia in situazioni di particolare necessita’ clinica;

d) consulenza diabetologica con il medico di base e le altre strutture ove siano assistiti
cittadini diabetici;

e) consulenza con divisioni e servizi ospedalieri in occasione dei ricoveri di
cittadini diabetici;

f) addestramento, istruzione, educazione del cittadino diabetico;

g) collaborazione con le unita’ sanitarie locali per tutti i problemi di politica sanitaria
riguardanti il diabete.
Art.6

1. Con riferimento agli indirizzi del Piano sanitario nazionale, nell’ambito della loro
programmazione sanitaria, le regioni predispongono interventi per la opportuna preparazione
del personale operante nelle unita’ sanitarie locali sul tema del diabete mellito, anche
mediante la istituzione di corsi periodici di formazione ed
aggiornamento professionale, utilizzando a tal fine i servizi diabetologici di cui all’articolo 5.

Art.7

1. Nell’ambito della loro programmazione sanitaria le regioni promuovono iniziative di
educazione sanitaria, rivolte ai soggetti diabetici e finalizzate al raggiungimento della
autogestione della malattia attraverso la loro collaborazione con i servizi socio-sanitari
territoriali.

2. Le regioni promuovono altresì iniziative di educazione sanitaria sul tema della malattia
diabetica rivolte alla globalità della popolazione, utilizzando tra l’altro le strutture scolastiche,
sportive e socio-sanitarie territoriali.

Art.8

1. La malattia diabetica priva di complicanze invalidanti non costituisce motivo ostativo al
rilascio del certificato di idoneità fisica per la iscrizione nelle scuole di ogni ordine e grado,
per lo svolgimento di attività sportive a carattere non agonistico e per l’accesso ai posti di
lavoro pubblico e privato, salvo i casi per i quali si richiedano specifici, particolari requisiti
attitudinali.

2. II certificato di idoneità fisica per lo svolgimento di ATTIVITA’ sportive agonistiche viene
rilasciato previa presentazione di una certificazione del medico diabetologo curante o del
medico responsabile dei servizi di cui all’articolo 5, attestante lo stato di malattie diabetica
compensata nonché la condizione ottimale di autocontrollo e di terapia da parte del soggetto
diabetico.

3. II Ministro della sanità, sentito il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, indica,
con proprio decreto, altre forme morbose alle quali sono applicabili le disposizioni di cui
al comma 1.

Art.9

1. Per il raggiungimento degli scopi di cui all’articolo 1, le unita’ sanitarie locali si avvalgono
della collaborazione e dell’aiuto delle associazioni di volontariato nelle forme e nei limiti
previsti dall’articolo 45 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 .

Art.10

1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge valutato in lire 6.400 milioni per
l’anno 1987 ed in lire 8.800 milioni per ciascuno degli anni 1988 e1989, si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
1987-1989,al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno
finanziario 1987,utilizzando lo specifico accantonamento di cui alla voce “disposizioni
per la prevenzione e la cura del diabete mellito”.

2. II Ministro del tesoro e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale
degli atti normativi della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarla e farla osservare come legge dello stato.

Data a Roma addi 16 Marzo 1987

Cossiga.