Alimentazione, Salute.. Galtellì nov. 09 – mag 10

Alimentazione, Salute.. Galtellì nov. 09 – mag 10

La nostra associazione continuando con sempre maggior convinzione l’opera di divulgazione della corretta informazione sul diabete intrapresa ormai da anni, è approdata alla Scuola Media di Galtellì con il suo progetto su “Alimentazione Salute Diabete e Scuola” che come sempre ha trovato ampia approvazione e partecipazione tra i ragazzi delle varie classi. Gli incontri ai quali è seguito lo screening, al quale ha partecipato la quasi totalità dei ragazzi,  si sono svolti con la partecipazione del dr. Marco Songini della diabetologia dell’ospedale Brotzu di Cagliari e la dietista Rita Trupia dello stesso Centro e per quanto riguarda lo screening, dalle infermiere professionali della diabetologia di Orosei le sigg. Angela Puligheddu e Antonietta Chillotti e della dottoressa Angela Sedda. I ragazzi hanno partecipato con interesse all’esposizione dei vari argomenti, ponendo interessanti domande, stimolate anche dalla precedente preparazione che i docenti avevano provveduto ad impartire in vista degli incontri. Il progetto,  ideato e realizzato dall’AGDIA Onlus Nuoro con il contributo dell’Amministrazione Comunale di Galtellì  è stato accolto con soddisfazione dal dirigente della Scuola Media prof Alfonso Carrabs, che ha messo a disposizione i mezzi della Scuola e il supporto della prof. Antonella Tocco, referente della salute per garantire il buon svolgimento delle attività. Il progetto anche qui ha dato modo di illustrare alla totalità degli alunni i concetti basilari di una sana e giusta alimentazione, l’importanza dell’attività fisica e di far comprendere con una informazione semplice e corretta, quali sono i problemi che affrontano i ragazzi con diabete che frequentano la stessa scuola nella gestione quotidiana del loro diabete.
Il presidente dell’AGDIA Antonio Farris, ha illustrato inoltre l’ importanza di come e quanto una corretta informazione rivolta ai ragazzi dai relatori e, per la parte di competenza dall’associazione, contribuisca a dissolvere i pregiudizi che purtroppo circondano ancora il diabete e che nel tempo hanno creato attorno ad esso un muro, fatto di errate convinzioni causate da false o inesatte informazioni legate ad una concezione del diabete molto datata e non rispondenti alle attuali conoscenze della diabetologia, duro da abbattere.
Questo rappresenta spesso, per i nostri giovani diabetici  un  grosso problema che rende difficile per loro l’inserimento nel mondo del lavoro, dello sport e nella vita sociale in generale.
L’aspettativa è, oltre che con questi incontri si riesca finalmente a formare una maggior consapevolezza e ad apportare un  contributo alla crescita culturale che permetterà in futuro di abbattere i pregiudizi, che finalmente anche nella nostra regione (come ad esempio nelle Marche) si raggiunga l’accordo necessario tra istituzioni per definire finalmente le linee guida necessarie per un chiaro comportamento da parte dei vari organismi , onde facilitare con indicazioni chiare i comportamenti ed i provvedimenti che ognuno, per quanto di competenza dovrà adottare per rendere finalmente normale ciò che oggi purtroppo così scontato e normale non è.

alcuni momenti degli incontri

Imparare per diventare davvero autonomi

Imparare per diventare davvero autonomi


Imparare per diventare davvero autonomi
A Cala Liberotto due giorni intensi di istruzione hanno permesso a circa venti persone di apprendere o approfondire concetti e strumenti utili per una reale autogestione del diabete di tipo 1.
Calcolo dei carboidrati, rapporto insulina carboidrati, indice di sensibilità all’insulina… contenuti ‘tosti’ al Corso di educazione terapeutica strutturata organizzato dal Servizio di Diabetologia della Asl 3 di Nuoro il 24 e 25 giugno.
Voluto dalla locale associazione, la AGDIA presieduta da Antonio Farris con l’appoggio economico e organizzativo di Roche Diagnostics, il Corso è stato tenuto da Alfonso Gigante diabetologo dell’ospedale di Nuoro e dalla dietsita Lucina Corgiolu (in ‘trasferta’ dall’Ospedale San Giovanni di Dio a Cagliari), il Corso ha probabilmente raggiunto i suoi obiettivi. Che possono essere riassunti in una parola: autonomia.
Le tre lezioni frontali e i quattro momenti interattivi di educazione in gruppo hanno infatti condiviso gli strumenti necessari alla persona con diabete di tipo 1 per gestire al meglio lesue glicemie.
«Siamo partiti con una breve lezione sui carboidrati, seguita da due ‘giochi’», racconta Gigante, nato e laureato a Messina ma ormai da molti anni in Sardegna, «nel primo abbiamo utilizzato il gioco So cosa mangio, realizzato proprio da Roche Diagnostics, importante per capire insieme a quale ‘famiglia’ di principi nutritivi appartengono prevalentemente gli alimenti più comuni. Poi abbiamo imparato a valutare il contenuto in carboidrati di determinate prozioni, utilizzando delle tabelle estese alle specialità tipiche sarde».
«Moltissimi dei circa 20 partecipanti, pur avendo il diabete anche da molto tempo, si cimentavano per la prima volta con questo approccio, che consente di calcolare con una accettabile approssimazione quanti carboidrati sono presenti in un pasto», nota Gigante che è Formatore AMD e ha utilizzato nel disegno di questo corso l’approccio definito dalla Scuola di Formazione di AMD.
A conclusione della prima giornata i partecipanti, hanno imparato a calcolare il loro rapporto insulina carboidrati. «Sommando le nozioni apprese nella giornata è stato possibile definire con una certa precisione e non ‘a naso’ la dose di insulina necessaria per un pasto. Esperienza che è stata verificata la sera stessa con una cena concordata tra la dietista e il cuoco in modo da conoscerne con precisione l’apporto di carboidrati», racconta Gigante che è stato presidente della AMD regione Sardegna. Il corso si è tenuto in un bell’albergo di Cala Liberotto sulla costa del Nuorese, non ancora invasa dal turismo dell’alta stagione.
La domenica l’ultima lezione ed esercitazione ha affrontato un tema diverso: come correggere una ipo e una iperglicemia. In quest’ultimo caso è utile conoscere il proprio fattore di sensibilità insulinica, detto anche fattore di correzione, che fornisce la stima di quanto cala la glicemia dopo la somministrazione di un’unità di insulina ad azione rapida. Il fattore permette di correggere sia la glicemia preprandiale che quella tra un pasto e l’altro. In questo secondo caso bisogna tenere conto dell’attività residua dell’insulina iniettata prima a del pasto. «L’interesse è stato alto in tutte le fasi della due giorni, credo che tutti si siano resi conto che l’istruzione è necessaria per acquisire le capacità necessarie a una reale autonomia», conclude Gigante, «dobbiamo amcora esaminare i questionari di ingresso e i test di uscita, ma ritengo che – grazie all’ottimo lavoro fatto dalla dietista, i risultati attesi siano stati raggiunti».

Corso Diabete “Io e Gli Altri”

È giunto al termine con grande soddisfazione di organizzatori, medici e diabetici il corso diabete “Io e gli Altri” che ha visto i partecipanti lasciare a malincuore un luogo così incantevole.
Piena soddisfazione di tutti per lo svolgimento dei lavori e l’utilità degli argomenti trattati, soprattutto per il coinvolgimento dei familiari che, pur non essendo novità assoluta, da noi rappresenta l’inizio di un nuovo corso nell’organizzazione di attività rivolte alle persone con diabete.
Ricca di spunti anche per futuri incontri è stata senz’altro la parte riservata alla psicologa dott.ssa Carla Porcu che è riuscita a coinvolgere tutti in interessantissimi lavori di gruppo, dai quali poi sono emerse indicazioni utili per un maggior approfondimento  e una più chiara comprensione dei molti aspetti legati alla condizione di diabetici che quotidianamente debbono affrontare i problemi legati alla gestione del proprio diabete, compresa una positiva e responsabile accettazione e confrontarsi con la famiglia, il lavoro e la società tutta nel modo più sereno possibile.
Non meno interessante la parte riservata all’alimentazione e all’attività fisica per le quali due volontari hanno avuto modo di provare per la prima volta lo strumento Armband, sensore metabolico che indossato per 24 ore o più, in un braccio è in grado di determinare con accuratezza il consumo energetico oltre che di monitorare l’attività fisica, il sonno etc.  Particolare attenzione è stata dedicata all’attività fisica, grazie anche alla presenza dell’ ANIAD, associazione che rappresenta gli atleti diabetici.
Del diabete pertanto non si è parlato solo dell’aspetto clinico e terapeutico ma anche delle implicazioni sociali.
Considerato il gradimento, le associazioni AGDIA e ANIAD organizzatrici del corso unitamente ai docenti si propongono, dopo questa prima e positiva collaborazione di organizzare a breve ulteriori incontri nel tentativo di coinvolgere il maggior numero possibile di diabetici per istruirli al meglio e diffondere al massimo quell’educazione sanitaria tanto citata e indicata da anni come quarto pilastro della terapia, indispensabile per scongiurare le complicanze, ma mai diffusa appieno dalle strutture.
Purtroppo fin’ora né l’ASL  né l’assessorato all’Igiene e Sanità della RAS, nonostante validi e accreditati studi di livello mondiale ne avvalorino i risultati, hanno ritenuto produttivo investire nell’educazione sanitaria, forse perché in un’ottica gestionale di tipo aziendale, sarebbe un investimento che premierebbe solo a medio e a lungo termine.

Con l’aiuto dei medici volontari che da sempre collaborano con noi e ci permettono la realizzazione di attività così interessanti contiamo di proporre a breve nuove esperienze.
(A. Farris)

Inviato da Pallino
20 ottobre 2008
Diabete “Io e gli altri” è stato il tema del corso che dal 10 al 12 ottobre 2008 si è tenuto
presso l’hotel Marina Beach di Orosei organizzato dall’Agdia onlus Nuoro e l’Aniad onlus di
Oristano insieme al centro di diabetologia delle Asl di Nuoro e di Oristano.
E’ stato un weekend della salute, ormai vengono chiamati così i brevi periodi da trascorrere
in strutture accoglienti e piacevoli insieme ad un team di medici, dietisti, psicologi, a seconda
del tema scelto. Un’opportunità veramente utile e piacevole , perché oltre a seguire le
interessanti lezioni degli esperti si ha la possibilità di discutere con loro e soprattutto
conoscere persone che condividono gli stessi interessi o problemi.
Il programma ricco di argomenti comprendeva lavori di gruppo nei quali si è parlato di
So cosa mangio
, La conta dei carboidrati, Il vissuto del diabete ,Capire e condividere le
difficoltà
, riunioni in plenaria nelle quali i diabetologi hanno toccato temi riguardanti ,
Il rapporto insulina- carboidrati,
L’insulina, Il microinfusore: prospettive e limiti e si è dato
spazio anche a momenti di discussione in cui gli interventi e le domande si sono susseguite
in un continuo aprirsi e confrontarsi con gli altri. Si sono avute le diverse testimonianze di chi
è diabetico da una vita e di chi lo ha appena incontrato, di chi come genitore vive una vita
da diabetico. Nonostante i problemi, gli sconvolgimenti, le paure, la rassegnazione la
conclusione scaturita è stata che comunque si può vivere una vita tranquilla e serena anche
con il diabete, basta conoscerlo. Ed è proprio a questo che servono questi fine settimana
della salute, per conoscere e approfondire temi legati al diabete e a come vivere
una vita più serena e più libera.
Non bisogna dimenticare una cosa molto importante, tutto questo gran parlare è stato
alternato a della sana attività fisica sottoforma di camminate e risvegli muscolari a bordo
piscina e in spiaggia (mattutini e a digiuno!) e proprio questi ultimi hanno riscosso molto
successo e chi c’era lo sa bene!!
Pallino

 

2° Corso CHO Orosei Maggio 2007


TERAPIA NUTRIZIONALE

Una corretta nutrizione è sicuramente il cardine della terapia del diabete perché insieme
alla terapia farmacologica  ed a una regolare attività fisica rende possibile il
raggiungimento ed il mantenimento di un buon livello glicemico.
La corretta alimentazione ci consente anche di intervenire sulle altre malattie
metaboliche correlate (MMC), come ipertensione, ipertrigliceridemia, iperuricemia, i
percolesterolemia, situazioni che se non controllate portano  alle complicanze cardiovascolari.

Non si deve intendere la dieta come pura restrizione di cibo (spesso questo comportamento
provoca una reazione che porta ad aumentare il consumo di cibo), ma come stile di
vita, basato sull’attività fisica e sulla ricerca di equilibrio tra mente e corpo. Questo è un
obiettivo che  si riuscirà a raggiungere solo con il tuo coinvolgimento attivo, solo tu
puoi e devi controllare il tuo diabete. Tu sei la persona più interessata, non gli
operatori sanitari (diabetologo, infermiere, dietista ecc…).

Dal momento che sei tu a prendere le decisioni fondamentali, il ruolo dei sanitari sarà quello
di aiutarti a variare il tuo stile di vita e prendere le decisioni corrette.
E’ stato dimostrato con gli studi inglesi e americani, che l’attuazione di un piano
nutrizionale, il trattamento appropriato dell’ipoglicemia, la risposta all’iperglicemia, e  l
‘assunzione razionale di spuntini (variazioni di attività fisica), tutti fattori legati alla nutrizione,
migliorano i livelli emoglobina glicata.
L’obiettivo sarà raggiunto quando tu riuscirai ad operare delle scelte alimentari corrette
nelle diverse situazioni che la vita, nel quotidiano propone.
Sappi che:
I fattori che influenzano la risposta glicemica dopo i pasti sono:

  • la quantità di carboidrati,
  • il tipo di carboidrati (zuccheri, amidi e fibre),
  • la presenza e la quantità di fibre presenti in quel pasto,
  • la cottura e la preparazione degli alimenti,
  • la presenza di sostanze che rallentano la digestione,
  • l’andamento glicemico della giornata,
  • le unità di insulina somministrate.

La quantità dei carboidrati nella razione giornaliera quotidiana deve rispettare le tue abitudini
alimentari se comprese nella percentuale di 55-60%, (percentuale che rispetta le nostre
esigenze di energia giornaliera).

COME DEVE ESSERE L’ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA?

Energia          quella necessaria a mantenere o raggiungere   un peso ragionevole negli adulti,
Carboidrati      55-60% dell’energia totale giornaliera da distribuirsi nei pasti principali
Fibre              uguale o superiore ai 30 g al giorno
Lipidi              meno del 30% dell’energia totale giornaliera da lipidi
Colesterolo      meno di 300 mg al giorno
Proteine         15-20 % dell’energia totale giornaliera da proteine
Sodio             inferiore a 2,4 g (pari a 6 g di sale) come per la popolazione generale
Alcool             consumo moderato:  (uomini g 24-36: da 2-3 bicchieri e  donne
g 12- 24: da 1-  2 bicchieri e mai a digiuno)

Vitamine        come da (LARN) Livelli d’Assunzione Raccomandati di Nutrienti per la
Popolazione Italiana
Sali minerali     come da (LARN) Livelli d’Assunzione Raccomandati di Nutrienti per la
Popolazione Italiana


IL CONTEGGIO DEI CARBOIDRATI

Abbiamo definito cosa si intende per alimentazione equilibrata e ora vediamo come riuscire a
d ottenere un buon controllo glicemico.
L’obiettivo del conteggio dei carboidrati è quello di modificare le unità di insulina in funzione
alla quantità di carboidrati che si vogliono o che si possono assumere. Per migliorare il controllo
glicemico, è utile quindi  il conteggio dei carboidrati, un sistema che permette di calcolare l’entità del rialzo glicemico provocato da ogni pasto, in modo da compensarlo adeguatamente con l
‘insulina e/o con l’esercizio fisico.
Tu quindi dovrai essere educato e addestrato a:
·    riconoscere gli alimenti che contengono carboidrati
·    valutare, con buona approssimazione la quantità di carboidrati delle porzioni che si vogliono
assumere
·   calcolare il bolo di insulina necessaria alla metabolizzazione di quei carboidrati
(rapporto i nsulina/carboidrati, stabilito con il team)
·    conoscere anche gli alimenti che contengono i lipidi e le proteine e le quantità che
soddisfino il tuo fabbisogno.
I cibi contengono carboidrati, grassi e proteine, come fonte di energia, oltre a molti altri ingredienti fondamentali come le vitamine e i sali minerali. I carboidrati hanno un effetto immediato
sulle glicemia mentre i grassi hanno un impatto minore nell’immediato ma, comunque,
importante sul controllo glicemico a lungo termine. I grassi, inoltre, possono favorire
l’obesità, i disturbi cardiaci e l’iperglicemia nel lungo termine. Anche metà delle proteine
assunte con l’alimentazione è trasformata in carboidrati dopo diverse ore. Ma le proteine
costituiscono, in genere, solo il 10% – 20% delle calorie totali e così il loro effetto
sulle glicemia è minimo.
Metà circa del fabbisogno insulinico giornaliero serve a bilanciare i carboidrati che assumiamo
con il cibo; l’altra metà copre il fabbisogno insulinico basale, che è relativamente costante
da un giorno all’altro.
Per raggiungere un miglior compenso, è importante conoscere non solo il contenuto in
carboidrati di ogni alimento, ma anche quanto velocemente un alimento provoca un rialzo
della glicemia (indice glicemico).

DOVE SONO CONTENUTI I CARBOIDRATI?
Una dieta sana ed equilibrata fornisce circa il 50% – 60% delle calorie totali attraverso i
carboidrati, contenuti in:
·    cereali e derivati: grano, riso, granturco, farro, avena, orzo, segale, grano saraceno

·    zucchero, dolci, bibite, miele, marmellate
·    tuberi: patate, patate dolci,
·    legumi freschi e secchi: ceci, fagioli, fave, lenticchie, piselli, soia
·    frutta, succhi di frutta, spremute di agrumi, composte di frutta
·    verdura
·    birra, alcuni superalcolici
·    tutti i derivati del latte, ad eccezione dei formaggi
·    alimenti che hanno tra gli ingredienti: saccarosio, glucosio, destrosio, maltosio, fruttosio


I GRUPPI DI ALIMENTI
La classificazione degli alimenti più largamente condivisa riunisce gli alimenti nei 5 gruppi di seguito elencati, con l’indicazione delle caratteristiche nutrizionali principali.

IL GRUPPO CEREALI, LORO DERIVATI E TUBERI
comprende:

  • pane, pasta, riso, mais, avena, orzo, farro.
  • patate.

I cereali e derivati apportano buone quantità di vitamine del complesso B nonché proteine
che, pur essendo di scarsa qualità, possono, se unite a quelle dei legumi, dare origine a
una miscela proteica di valore biologico paragonabile a quello delle proteine animali. Fra
gli alimenti di questo gruppo è opportuno utilizzare spesso quelli integrali, in quanto più
ricchi di fibre in maniera naturale.

IL GRUPPO FRUTTA E ORTAGGI
comprende:

  • legumi freschi – frutta – ortaggi.

Rappresenta una fonte importantissima di fibra, di beta – carotene (soprattutto in carote,
peperoni, pomodori, albicocche, meloni, ecc) di vitamina C (soprattutto in agrumi,
fragole, kiwi, pomodori, peperoni, ecc), di altre vitamine e dei più diversi sali minerali
(di particolare importanza il potassio).
Da sottolineare anche la rilevante presenza, in questo gruppo, di quei componenti
minori, gli antiossidanti, che svolgono una preziosa azione protettiva. La frutta e i legumi
freschi sono anche una buona fonte di carboidrati.
Gli alimenti di questo gruppo, grazie allo loro grande varietà, consentono le più ampie
possibilità di scelta in ogni stagione, ed è opportuno che siano sempre presenti in
abbondanza sulla tavola, a cominciare dalla colazione e come fuori pasto (merende).

IL GRUPPO LATTE E DERIVATI
Comprende:

  • il latte, lo yogurt, i latticini e i formaggi.

La funzione principale del gruppo è quella di fornire calcio, in forma altamente
biodisponibile, ossia facilmente assorbibile e utilizzabile. Gli alimenti di questo gruppo
contengono inoltre proteine di ottima qualità biologica ed alcune vitamine (soprattutto B2
e A). Il latte e lo yogurt contengono piccole quantità di carboidrati.

IL GRUPPO CARNE, PESCE E UOVA

ha la funzione principale di fornire proteine di elevata qualità e oligoelementi (in particolare
zinco, rame e ferro altamente biodisponibile, ossia facilmente assorbibile e utilizzabile) e
inoltre vitamine del complesso B (in particolare la B 12). Nell’ambito del gruppo sono da
preferire le carni magre (siano esse bovine, avicole, suine, ecc) e il pesce.
Per le uova, infine, un consumo accettabile per soggetti sani è quello di 2-4 uova la settimana.
In questo gruppo è conveniente, da un punto di vista nutrizionale, includere i LEGUMI
SECCHI (fagioli, ceci, piselli, fave, lenticchie, soia, ecc), ampliando così la possibilità di
scelta e di alternative. Ciò perché i legumi, oltre a rilevanti quantità di carboidrati e di fibra, forniscono anch’essi ferro, oligoelementi e notevoli quantità di proteine di buona qualità biologica.

IL GRUPPO DEI GRASSI DA CONDIMENTO
Comprende:

  • i grassi di origine vegetale
  • i grassi di origine animale.

Il loro consumo deve essere contenuto, perché i grassi costituiscono una fonte concentrata
di energia. I grassi apportano acidi grassi essenziali e le vitamine liposolubili (vitamine A, D, E
e K), delle quali favoriscono anche l’assorbimento. Sono da preferire quelli di origine
vegetale (in particolare l’olio extravergine di oliva) rispetto a quelli di origine animale (come
burro, panna, lardo, strutto, ecc).

fonte: LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA.
Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione


Qui di seguito troverete subito dopo le informazioni sulla terapia nutrizionale, elencati sotto forma di tabella. i valori di CHO contenuti in alcuni alimenti espressi in grammi, qualche strumento pratico come la scheda di valutazione del peso di vari alimenti, utile per abituare l’occhio  ad una valutazione il più possibile vicina al peso reale  e la formula per calcolare il valore dei carboidrati contenuti negli stessi. Le tabelle sono in formato pdf per  permettere a chiunque voglia scaricarli o stamparli di farlo nel modo più semplice e comodo.

La pubblicazione delle suddette tabelle non è assolutamente un invito a far da sè, non consultando il medico ma uno strumento che si vuole mettere a disposizione di chi ha già la giusta conoscenza del calcolo dei CHO. Chiunque non conosca il metodo è invitato a parlarne con il proprio diabetologo o dietista prima di assumere iniziative in proprio.

Si ringrazia la Dott.ssa Lucina Corgiolu, Dietista dell’Osp. S. Giovanni di Dio di Cagliari per averci fornito il materiale pubblicato e che è stato utilizzato durante il Corso di Orosei.

1° Corso CHO 24/25 giugno 2006

Nel prosieguo della propria attività tesa a diffondere con capillarità l’educazione sanitaria fra i soggetti diabetici, la nostra associazione, il 24/25 giugno 2006 ha organizzato un corso particolarmente interessante per giovani con diabete. Con il supporto del Dr. Alfonso Gigante, del Servizio di Diabetologia dell’ASL 3 di Nuoro, che un importante e insostituibile ruolo ha ricoperto nell’ideazione e nella fase organizzativa, della Dr. Fabrizia Caucci, Diabetologa del Poliambulatorio di Orosei, della Dr. Lucina Corgiolu Dietista nella Diabetologia del S. Giovanni di Dio a Cagliari, ha avuto avvio un corso di alto livello qualitativo che ha dato luogo alla partecipazione di 22 giovani che dopo un timido inizio di attività hanno partecipato con entusiasmo, riconoscendo unanimemente la validità e la  grande importanza dell’argomento trattato: l’educazione alimentare personalizzata con il “Calcolo dei Carboidrati” che è un metodo che permette il dosaggio dell’insulina rapida in base alla quantità di carboidrati del pasto. Un metodo che per essere applicato dice il Dr. Gigante, richiede un percorso di apprendimento finalizzato alla conoscenza dei cibi che contengono carboidrati, del quantitativo contenuto nei singoli alimenti e infine il totale dei carboidrati del pasto. Tale metodo è proponibile a tutte le persone con diabete realmente motivate ad applicare l’autogestione e permette una più ampia scelta alimentare oltre che una maggior libertà di orari per la consumazione del pasto di cui hanno bisogno soprattutto le persone che per lavoro o studio non hanno possibilità di consumare i pasti a casa e ad orari prestabiliti. Tra qualche mese è previsto un altro incontro con gli stessi giovani e medici per valutare quali e quanti benefici abbia apportato ad ognuno l’applicazione delle nuove conoscenze. Molto importante è stato il ruolo della Dietista dott.ssa Corgiolu senza l’apporto della quale non sarebbe stato possibile realizzare l’attività. Una figura professionale, la dietista sempre più determinante nella moderna Diabetologia  e che purtroppo nel Servizio di Diabetologia di Nuoro non è presente come altre figure professionali indispensabili per compiere una seria, corretta e incisiva lotta di prevenzione contro le complicanze.